Interessante questo Ep di debutto dei Fictio Solemnis edito per la neonata Ultimate Music Training, il disco consta di 6 pezzi (2 strumentali che fungono da intro e outro e 4 pezzi “completi”).
I brani posti a inizio e chiusura dell’Ep titolato (A)ster sono un buon esempio di scrittura di parti strumentali con l’ausilio delle nuove tecnologie di campionamento e un’alta risposta dinamica e audio, i due pezzi sono molto simili a uno “stile” cinematografico. Rimangono però fini a se stessi e non incidono in modo rilevante sul disco. Possibile che la band utilizzerà i due intermezzi dal vivo.
Il corpus centrale di (A)ster è formato da 4 brani dove i due mastermind Daniele Boccali ed Edoardo Casini scrivono le varie partiture che si concentrano principalmente sulle chitarre e le orchestrazioni.
I 4 pezzi seguono un unico filo conduttore dove black e death metal si intrecciano a partiture orchestrali spesso di supporto e mai sostanziali nella forma dei pezzi.
Il tutto risulta in ogni caso interessante grazie alla presenza di ottimi riff e assoli molto ispirati, che in un genere oramai quasi totalmente stereotipato non sono facile da trovare. Fa piacere che sia una band italiana ad aver scritto un Ep così interessante.
L’influenza più o meno celata agli assi italiani del genere i Fleshgod Apocalypse è abbastanza evidente, ma non è una critica ai Fictio Solemnis…significa solo che i FA sono una band che lungo gli anni ha lasciato un segno che sempre più band stanno seguendo, è la naturale evoluzione del genere metal e non solo.
Il resto della band è preparato e di livello per la proposta musicale; le parti sono molto standard e soprattutto sulle batterie si sente l’apporto troppo digitale ed estremo dei trigger. Ma è ormai uno standard in tutto il mondo estremo.
Buona la produzione che però tende a tenere un po’ “indietro” nel mix le parti orchestrali e po’ troppo “avanti” le batterie e le chitarre…scelte e gusti personali.
Attendiamo il vero e proprio album dei Fictio Solemnis in modo da poter sentire un’opera nella sua integrità e per capire come la band sulla distanza di 10-12 pezzi potrà tenere alto l’interesse dell’ascoltatore.
Voto: 7/10
John Sanchez















