Sto invecchiando, ma resto un inguaribile romantico!
Questo lavoro dei Fate, è, infatti, edito in formato musicassetta (anche se, ad onor di cronaca, io sto recensendo la versione digitale) in sole 150 copie dall’etichetta statunitense Caligari Records.
Questa giovanissima band è formata da 4 musicisti provenienti da 4 diverse regioni italiane e, partendo da un thrash/speed figlio degli anni ’80, arriva a sbatterci sul grugno 3 brevi, ma intense tracce, che sicuramente faranno scapocciare tanti di voi.
Se “Where The Gods Go To Die” alterna malinconia e ritmo, la seconda “Mask Of The Silver Death” è uno di quei brani senza compromessi, veloce…sporca…senza compromessi; un bel rallentamento nella parte centrale, apre la via ad un assolo che ci riporta poi verso velocità meno contenute.
La conclusiva “Demiurge” è, per chi vi scrive, la summa…quel pezzo thrash che, quando arriva in sede live, apre le danze al massacro, niente fronzoli, solo ossa rotte…
Quando ci si rende conto che di colpo arriva un sintetizzatore è troppo tardi!
I danni sono ormai irreparabili e l’unica soluzione è far ripartire di nuovo l’ascolto.
Lavoro semplice e genuino, fatto da chi, pur non essendo neanche nato negli anni d’oro del thrash, ha macinato dischi su dischi, imparando la lezione meglio di tanti altri e ha fatto sì che ne venisse fuori un bell’esempio di grezzume sonoro che piace tanto anche fuori dai nostri confini!
L’album è prodotto in maniera casalinga, ma non per questo scadente, dal batterista della band Alex Rossi, attivo, come il resto della band, in tantissime realtà tricolori da svariati anni.
Promossi senza esitazione!!!
“…God is in his heaven…all is right with the world…”
VOTO 8
Francesco Yggdrasill Fallico















