I norvegesi Keiser attivi da qualche anno, in questo 2020 arrivano al secondo album, dal titolo Our Wretched Demised che pubblicano per Non Serviam Records, label molto interessante. Il genere proposto da questa formazione è un ottimo mix tra black metal e thrash metal con qualche innesto heavy old school. I brani risultano molto aggressivi, interessanti e accattivanti. Quello che rendequesto nuovo lavoro intrigante è il fatto che ogni brano è diverso dall’altro, non hanno il classico suono puramente black metal su ogni singola nota. Dopo i circa quaranta secondi di Prelude To War, si entra subito nel contesto, in maniera prepotente e dinamitarda con una sbalorditiva Scourge Of The Wicked, brano che riesce a unire nei suoi quasi cinque minuti, le influenze di Darkthrone, Tsjuder e Satyricon era Rebel Extravaganza. Vagamente nelle linee vocali troviamo qualche similitudine con gli ultimi Marduk, cosa che si riflette un po’ su tutto il disco, ma che o dà alcun fastidio, anzi rende il tutto molto più personale. Si cambia pelle con la successiva e quasi ipnotica, marziale nell’andamento Cannons Of War, brano da incorniciare, davvero bello e ben strutturato in ogni sua parte. La band da prova di alta qualità anche quando decide di andare su sentieri per così dire più canonici e classicamente black metal come nel caso della nera e marcia When Fire Rides The Nightsky dove tra l’altro possiamo trovare un grande richiamo all’heavy classico e potente. Praticamente dopo svariati ascolti, ne esce fuori che questa quarta traccia sarà uno dei più belli esempi di estremismo sonoro mischiato al classico metal tradizionale. Anche la melodia fa parte della struttura dei brani, dona ancora più enfasi ed epicità al tutto, cosa che possiamo trovare un po’ su tutti i sigilli dell’album ma che splende, se così possiamo dire, in maniera esemplare nella particolare Shroud. Sicuramente non è facile inquadrare un album di tale portata in un contesto di classico black metal feroce e malsano, ma qui la cerchi deve essere necessariamente allargata a 360°, data la varietà strutturale dei brani. La cosa che fa rimanere a bocca aperta è proprio la varietà di quello che questi ragazzi sono riusciti a mettere in campo. Sorprende in senso positivo che ogni brano ha una propria identità, tutti poi sono di una qualità pazzesca, anche la splendida e acustica The Fog che con il suo minuto e mezzo ci fa capire la mentalità aperta dei Keiser. Un’altra traccia molto che potrebbe racchiudere un po’ tutto quello che è stato scritto fino ad ora è sicuramente Eternal Onslaught, brano che inizia in maniera diretta, cruda, potente per poi essere spezzata anche da metriche epiche e parti in chitarra acustica da brivido. Nove brani che lasceranno il segno, andando a confermare la grandezza di una realtà davvero personale e che farà parlare molto di sé. Album da incorniciare come uno dei più belli del 2020, in ambito estremo, allungando la già nutrita lista di grandi uscite discografiche di questa seconda parte dell’anno in corso.
Voto: 10/10
Sandro Lo Castro















