Ci sono magnifiche epifanie che rendono giustizia a tanti anni di ascolti rock… La scoperta di una nuova band, magari con qualche anno di storia alle spalle ma di cui non si conosceva l’esistenza, è sempre sorprendente ed è l’X factor che mantiene sempre viva la passione. A me è successo con gli EX, band di Verona attiva dal 1997 e che ha alle spalle, prima del presente, altri ben sei lavori. L’occasione è stata fornita al sottoscritto dalla sempre solerte Andromeda Relix del mitico Gianni Della Cioppa, che ha sottoposto alla nostra attenzione quest’ultimo Combattere Sempre (il terzo per l’etichetta…). Il monicker Ex trova il suo significato nel fatto che la band nasce dall’unione di musicisti con altre esperienze alle spalle in varie formazioni rock a livello nazionale, come quella del chitarrista Stefano Pisani “ex” Spitfire, band che i metallers della prima ora ricordano con tanto affetto. Se gli anni ’90 ed il decennio successivo sono stati quelli del rock cantato in italiano più mainstream, quello di Timoria, Negrita, dei Ritmo Tribale, dei Litfiba (post Maroccolo) i nostri, che appunto cantano in italiano, non ne hanno seguito il carrozzone ed hanno trovato una loro particolare via verso il genere che li ha distinti in modo pesantemente positivo dai gruppi appena citati. Mutuando le loro influenze da tutto ciò che è stato prodotto negli anni ’70, nel costruire la propria proposta sonora hanno evidenziato quella genuinità tipica delle band che tra hard rock, progressive e punk diedero i natali alla NWOBHM. Anzi, ad ascoltarli e se non fosse per la registrazione evidentemente perfetta, ci sembrerebbe proprio una band di quei giorni… Ed è così che gli Ex ci accolgono in apertura con la massiccia, granitica e sabbathiana Arresta Il Sistema. Impossibile non ricordare gli Spitfire con la successiva Un Salto Nel Vuoto, a conferma di quanto appena scritto per descrivere il loro sound. Criminale sfodera grinta hard ma anche tanta classe. Non siamo gli unici ad aver pensato ai Clash durante l’inizio di Respiro. Per la potente ed armonica Vecchio Joe, un ottimo biglietto da visita per evidenziare l’essenza della band, è stato girato un videoclip. Si prosegue sulla stessa falsariga intervallati dall’atipica (rispetto al resto del disco…) Città Fantasma, caratterizzata da un lavoro complesso della sezione ritmica. Il disco si conclude con l’introspettiva Resto Immobile, una bella e potente rock ballad. Una prova sopra le righe quella di Roby Mancini, con la sua voce limpida e piena di pathos, perfettamente in sincronia con le tematiche sociali declamate nei testi. La chitarra di Stefano Pisani è torrenziale, sia in fase ritmica, sia negli assoli, un piacere per le orecchie ma anche per gli occhi durante il solo visibile nel videoclip, tipicamente di scuola ottantiana, dove tecnica e feeling vanno di pari passo… Il basso di Gabriele “Ago” Agostinelli è uno spettacolo a parte: un pulsare evidente, preciso ed incessante, che traccia l’architettura ritmica per niente banale del disco, ben supportato dall’ospite El Drogo alla batteria. Davvero ben riuscita la registrazione, con voce e singoli strumenti udibili separatamente in modo perfetto, con la produzione di Fabio Serra che ha anche suonato, ove presenti, le tastiere. Non equivocate sulle premesse… Questo non è un disco retrò ma, al contrario, è un lavoro che attinge con rispetto e passione dal passato per produrre un risultato molto più fresco di lavori più recenti e poi, cosa essenziale, si lascia ascoltare che è un piacere!!!
Voto: 9/10
Salvatore Mazzarella















