Accidenti! Gli Evergrey, tanto di cappello, sono al quarto di secolo di attività, e questo “A Heartless Portrait (The Orphean Testament)” è il loro 13mo album. I grandi progmetallers di Göteborg non ce la fanno proprio a nascondere quanto sono maturati, quanto risultano musicalmente colti. L’album è ottimo. Il Prog Metal degli Evergrey ha un’originalità tutta sua, costruito com’è su composizioni ariose, guidate dalla voce del chitarrista/cantante Tom S. Englund che ci sciorina parti vocali su cui letteralmente ognuna delle 10 composizioni è costruita, anche grazie ad un apparato corale dall’arrangiamento impeccabile. Certo, anche la perizia strumentale dei musicisti è da mettere in conto, assieme ad una produzione ottimale. Il feeling generale del disco in questione è spesso malinconico, a tratti rabbioso ma sempre meravigliosamente emotivo. E le primizie del Prog Metal vengono nobilitate tutte in questo bell’album. Che si innalza a candidarsi come uno dei traguardi del (sotto)genere per l’anno in corso. Io direi che quelle elencate sopra sono ragioni valide, come minimo, per impegnarsi a supportare la band. Piccola curiosità finale: pare che i cori della epica opening “Save Us” siano stati costruiti a partire dalle voci registrate dai loro fans. Un’aggiunta di good vibrations che nobilita il disco ancora di più.
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















