Niente male il secondo album dei piemontesi Eregion. Chiariamolo subito: è un album Power Metal, e contiene tutti-proprio-tutti gli stilemi (e forse stereotipi) del più epico e mitologico Power Metal, come molti altri album in uscita negli ultimi anni. Ciò nonostante, i nostri dalla loro ci mettono parecchia convinzione. E questo è sicuramente un punto a favore. Buona è la produzione, anzi squisitamente “fisica”, senza alcun preset digitale particolarmente fastidioso. E il livello tecnico-compositivo si attesta su una media altrettanto buona. Oltretutto, i nostri sanno bene come costruire dei refrain di Pura Fede Power, epicissimi e coinvolgenti, che comprendono anche i coracci bellicosi “HAY HAY” presenti, ad esempio, sull’incipit di “Hands Of Aesir”. Tutto ciò coinvolge abbastanza, soprattutto se si decide di attuare la consueta “sospensione dell’incredulità” e ci si lascia coinvolgere dalle musica e dalle storie mitologiche narrate (a sfondo norreno, come attestano titoli del tipo di “Balder’s Bane” e “Hands Of Aesir”), fregandocene della questione dell’inflazione del Power Metal in atto da anni. Altro elemento potenzialmente vincente risulta essere una certa predilezione alle chitarre armoniche stile Maiden/Priest che va bene a braccetto con la propensione alle melodie folkeggianti, utilizzate in alcune composizioni. Oltretutto, gli arrangiamenti sono arricchiti dalla presenza di parti di violino e controcanti femminili della violinista/vocalist Letiziamaria Gatti (che divide le vocals con il singer Mauro Colbacchini), quindi nell’econonomia sonora degli Eregion sussiste anche una certa quantità di sofismo di rigore, indispensabile a ricreare le atmosfere super-epiche su cui il Power, come dire, “ci campa”. Giudizio finale: un disco settoriale, di nicchia, tutto quel che volete, ma di insolitamente fine qualità. Nessuno impedirà agli Eregion di continuare a fare del buon Power Metal di taglio super-epico e super-mitologico, mettetevi l’anima in pace. Loro sono convintissimi di ciò che fanno, e si sente. Per questo vanno premiati almeno con una votazione da 8.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















