L’album si apre con la titletrack “Epitaph”: opening di poco più di un minuto e 20 secondi: buona introduzione al mood dell’album:
si continua con “Embraced by Worms”: un heavy doom classico, ottimo brano carico di “malvagità”;
terza traccia “Condemned to Flesh”: buona traccia di intermezzo, lo stile doom personale della band è molto presente e la voce profonda del cantante è ben armonizzata;
quarta traccia “Nameless Demon “: brano molto lento sullo stesso mood del brano precedente, la lentezza dei suoni rendono il brano uno dei migliori dell’intero lavoro, il loro stile unico piace;
quinta traccia “She’s Reborn in Blasphemy”: brano tutto strumentale di poco più fi un minuto e venti, di rilassamento, e di riflessione prima di immergersi nella seconda parte dell’album;
sesta traccia “Voices Behind the Wall”: brano veloce e diretto, sono presenti aperture heavy metal che caratterizzano lo stile particolare;
settima traccia “Kingdom of Slumber”: ottima intro di campane per poi proseguire con il consueto mood scuro, le aperture heavy metal proseguono e lo rendono ben cadenzato; album si chiude con “Fall from Grace”: buon brano di chiusura dove heavy e doom si sposano perfettamente.
Ottimo album in cui ci sono molti movimenti belli e riflessivi con soluzioni alternative apprezzabili;
Daniele Blandino
Voto: 7/10















