“Megalomanium II” arriva a distanza di circa un anno dal primo capitolo di questa doppia uscita e ne ricalca essenzialmente le linee portanti, fatte sostanzialmente da un aor decisamente melodico, ben suonato e superprodotto, ma che si allontana sempre di più dal groove che emanavano altri dischi precedenti, come il celebrato “Monumentum” del 2017, decisamente più originale.
Con questo non si può dire che “Megalomanium II” sia un brutto disco. Credo che chi per esempio si avvicina per la prima volta agli Eclipse, ne rimarrà affascinato. Il problema, semmai, è per chi li ha seguiti nel corso dei loro quindici anni di attività musicale.
In questo senso le sonorità accennatamente country che si respirano in “Until the war is over” sorprendono un po’ chi si era fatto un’idea molto definita della musica di Eclipse, ma non è l’unica divagazione che si concedono i quattro svedesi.
La band, Erik Mårtensson alla voce, Magnus Henriksson alle chitarre, Philip Crusner alla batteria e Victor Crusner al basso, viene appunto dalla Svezia e incide da tempo per l’etichetta Frontiers.
Certo, brani come “Apocalypse Blues” ha una carica particolare, con un riff trascinante e dei cori incandescenti, così come l’allegria che comunica “The Spark”, una vera scintilla musicale dai toni adolescenziali, tipici di qualche band glam del passato.
Un passo indietro, d’accordo, rispetto ad esempio a “Monumentum”, ma siamo comunque di fronte a una band di alta classe sia esecutiva che compositiva, che ha un po’ “poppizzato” il suo suono, che resta comunque di alto livello.
Ancora un’occhiata allo sleazy-glam, come ispirazione, per “Falling to my knees”, con un assolo dai suoni quasi disarticolati, ma molto originale. Dai toni cantautorali-rock piuttosto in voga negli Usa in questa fase il brano “All i want” che risulta molto mainstream, mentre “Still My Hero” torna a quella dinamicità che è la cifra espressiva migliore degli Eclipse, anche se, come ho già detto, manca quel groove che aveva caratterizzato altre celebrate uscite della band svedese.
“Dive into you” è una ballata elettrica piuttosto decisa, con molta melodia anche nell’assolo chitarristico, mentre molto heavy è il riff che anima “Divide-Conquer” e che avvicina Eclipse a un power nemmeno troppo frenato e con qualche passaggio molto brillante, che lo rendono uno dei brani più riusciti del disco.
Non troppo distante da questa linea è “Pieces”, che ha un coro e un ritornello davvero azzecati, mentre “To say goodbye” è annunciata da un basso decisamente pronunciato, un brano ancora molto vicino a certo rock americano, per chiudere con “One in a million”, dall’incedere marziale, hard melodico di spessore.
Certamente una punta di delusione l’ho provata ascoltando “Megalomanium II”, ma poi bisogna contestualizzare il tutto e dire, comunque, che Eclipse sono una grande band e quindi il giudizio non potrà, di fronte a prodotti come questo, essere negativo.
Voto: 7/10
Massimiliano Paluzzi















