Sleazy Rock! Questo mi sono ritrovato a pensare all’inizio dell’ascolto dell’esordio discografico degli Electric Mob. Proseguendo, mi sono imbattuto in una indubbia identità Hard Rock anni ’70, che farebbe la felicità degli amanti dei Led Zeppelin e di grandi bands dei ’90 dal sound indubbiamente “Vintage” quali London Quireboys e The Black Crowes. E mi sono trovato a contemplare che il singer almeno in un paio d’episodi giochi con una certa somiglianza vocale con l’Axl Rose dei tempi migliori (ascoltate l’iniziale “Devil You Know” e poi mi direte se non ho ragione). L’ascoltatore viene inondato da chitarre dai riffs “pentatonici”, rimanendo affascinato dall’amore profuso per certe sonorità storiche da parte dei nostri amici brasiliani. Eh sì. Avete capito bene. Difatti, pur provenendo da un paese sì esotico, i nostri ci danno dentro che è una bellezza (vabbeh pure gli Wolfmother erano australiani eh… e guardate che grandi albums hanno partorito). L’emulazione per il sound americano più blueseggiante arriva fino all’ottima ballad semi-acustica “Your Ghost”, ricca di chitarre slide e di feeling malinconico. Verso la fine dell’album abbiamo anche un paio di puntate verso l’Hard più moderno, quello stile Alter Bridge… ma possiamo ben dire che un’impronta Sleazy rimane ben radicata nell’anima sonora della band. Un esordio discografico interessante, per una band che merita tutta l’attenzione possibile da parte degli amanti di certe sonorità… datate ma storiche. Garantisce Frontiers Records!
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















