Gli Eight Lives Down, band inglese, si presentano a noi con un platter, uscito per Cult of Parthenope lo scorso 5 settembre, che miscela thrash, groove, quà e là delle spruzzate di prog ed un pizzico di black (principalmente per la voce distorta che la cantante di origine greca Aliki Katriou usa). MA andiamo per gradi.
La scelta della voce femminile che non fa lirico o simil tale è speciale per me. A dimostrazione che le donne nel metal possono fare canto moderno senza essere relegate a certi stilemi abbastanza risicati e a volte grotteschi.
Va ammesso che se per la parte growls la voce di Aliki è complessivamente interessante, non posso dirlo altrettanto per la parte di scream, che non è proprio “nelle corde” di lei. Ottima la parte di canto moderno in pulito.
Detto ciò le strutture funzionano ma a volte scricchiolano tipo la chiusura dell’ultima traccia da ben 9 minuti complessivi che viene allungata a causa di due assoli, uno di basso ed uno di chitarra, che seppur ben fatti allungano il “brodo” per quasi 6 minuti di troppo.
Escludendo quello direi che musicalmente, questo album è molto interessante dato che dimostra che la band ha delle ottime basi da cui partire e propongono un lavoro di qualità superiore.
Passaggi droppati di chitarre con stoppati vagamente metalcore, scale velocissime di basso, batteria scarna ma con un certo appeal e con una progressione interessante.
Ottimo il lavoro in post produzione e in fase di mix e master, anche se in più punti avrei preferito il volume leggermente più alto per il basso, ma nel complesso devo ammettere che è veramente azzeccati. Carine le svisate nel folk greco ed in quello spagnolo, come stacchi all’interno dei brani.
Aliki ha delle ottime possibilità vocalmente parlando, la voce in pulito è ipnotica, il grolw più basso è quasi da brutal death ed è veramente corposo, ma lo scream non rende. Si sente più uno strozzato femminile che non uno scream ancestrale.
Direi che le tracce interessanti per me sono “Angela”, “Misguided”, “Sacrivice” e “Organize your mind”. Come sempre faccio presente che è il caso di dover ascoltare tutto l’album e poi decidete le vostre canzoni preferite.
Concludendo album interessante, forse due o tre cose sarebbero state da fare in modo differenti, ma siamo quasi più nella fascia del piacere personale e non nell’errore.
Direi che la band ha i numeri per un buon risultato ed un buon seguito.
Voto: 7/10
Alessandro Schümperlin















