Gli “stramaledetti” Desaster, ormai veterani del Blackened/Thrash Metal tedesco, con il loro nono album “Churches Without Saints” non fanno altro che confermare il loro status di band stramaledetta, tutta dissacrazione e distintivo (per chi non la conosce, è una storpiatura di una battuta di Robert De Niro de “Gli Intoccabili”), brutalità infernale, ritmi Speed/Thrash, qualche rallentamento darkeggiante come nella title-track e alcuni sprazzi di Black Metal, come nelle tracce “Sadistic Salvation” e “Primordial Obscurity”. Siete avvisati: i Desaster sono solo questo, prendere o lasciare. Francamente, io non ho mai sopportato la voce catarroso-vomitosa dell’egocentrico vocalist Sataniac, e mi spiace ancora una volta confermare questo giudizio. Non so come, ma a volte il suo rantolo sulfureo copre la musica in maniera eccessiva con effetto quasi cacofonico. Ma comunque… piccolezze. Chi è fan dei Desaster e adora i ritmi infernali del Thrash/Black, gioirà anche per “Churches Without Saints”, un tipico loro album globalmente ben realizzato.
Voto: 6,5/10
Alessio Secondini Morelli
















