I “tos-hhanacci” Deathless Legacy non finiscono di elargirci sorprese “collezionistiche” con ogni uscita discografica, sempre caratterizzate da edizioni canoniche accostate ad esclusive tirature limitate in cofanetti ricchi di gadget. Con il loro quinto album “Mater Larvarum” sappiate che la cosa non cambia. Ho visto l’edizione limitata e non è da meno che i precedenti “Rituals Of Black Magic” e “Saturnalia”. Bene, terminato il discorso collezionistico (secondo me almeno in alcuni casi peculiari affrontabile in sede di recensione), parliamo della musica.
Veniamo accolti subito da un bell’artwork “sacrale” realizzato come di consueto dal batterista della band Frater Orion, che illustra il particolare concept dell’album in questione, incentrato sulla divinità Mater Larvarum, la quale viene anche immortalata nel libro “Mater Larvarum – Il Racconto” nonchè nel trattato esoterico “Il Culto Di Mater Larvarum” (entrambi presenti nel cofanetto della versione limitata assieme agli “oggetti rituali” del Culto). Ebbene, musicalmente abbiamo nientepopodimenocchè… un tipico album alla Deathless Legacy. Sinfonico, con la consueta performance vocale “lirico-drammatica” di Steva La Cinghiala, spesso supportata da cori in latino, e mixato da Simone Mularoni (DGM) nei suoi studi di registrazione Dominion. Spesso e volentieri ho l’impressione che l’energia del Metal sia leggermente “in sudditanza” dell’elemento sinfonico, ma credo si tratti di un effetto dovuto e voluto al fine di illustrare a mo’ di “musical” il particolare concept raccontato lungo tutto l’album. Che comunque a livello di sonorità appare abbastanza omogeneo e ben confezionato. Enfasi sul recitato, sui cori e sulla parte “sinfonica” dell’album in questione potrebbero forse far storcere i non avvezzi al Symph-Metal con voce femminile, ma è anche vero che chi è un fan della band, ricordiamolo, “battezzata” da Steve Sylvester (e dei loro particolari concept-albums di stampo occulto-orrorifico con particolare predilezione alla storia passata) accetta in tutto e per tutto il percorso sonoro-concettuale intrapreso da Frater Orion e compagni. In ogni caso, l’ascolto di “Mater Larvarum” in senso globale risulta tutt’altro che spiacevole. Consiglio quindi di supportare la Horror Metal band più peculiare dell’attuale scena italica ancora una volta. À bientôt!
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















