I Days Of Wine sono un supergruppo formato da musicisti della scena hard rock melodica norvegese. Annoverano tra le loro fila il bravissimo singer Leif Digernes (Westpoint, Bronx), Leif Johansen al basso e tastiere (21 Guns, Phenomena, A-ah), Geir Digernes alla batteria (Sons Of Angels), Tom Sennerud (Stoneflower, Diezel) e Jon Johannessen (Stoneflower, Diezel, Ronnie Le Tekro’s Kingdom). Il genere sul quale si muove il loro omonimo album è un rock melodico molto americano con influenze 70’s e Aor west coast. In più sono presenti diversi ospiti (alcuni vere e proprie star) che hanno prestato la propria opera ai Days Of Wine.
“Seven Days” colpisce subito per le grandi sfumature melodiche e il contro coro con voce femminile, poi si passa al torrido blues di “Devil’s Bill” dove si intravedono tracce dei Mr. Big. Qui la calda voce di Leif ben si adatta al sound della canzone mostrando le sue grandi capacità interpretative. Vira sull’aor di gran classe la seguente “Spread Your Wings” con il suo refrain ultra melodico che ti si pianta immediatamente nel cervello, in più le tastiere sono affidate a Lars Andrè Kvistum (Conception). “Healerman”, con l’arpeggio iniziale a cura di Jon Pettersen (Ammunition), si sviluppa in una canzone molto intimista che ci ha ricordato il miglior Kip Winger solista. “Like The Others” ricalca la strada iniziata con la prima traccia e si fa apprezzare in toto grazie anche al bel solo di tastiera. Certo i Days Of Wine non hanno inventato l’acqua calda ma pur essendo derivativi di un genere che ha raggiunto il massimo del suo successo negli anni 80 riescono a scrivere delle belle canzoni. Ed infatti “Never Stop Believing” è un vero e proprio gioiellino di rock melodico dove ogni dettaglio è curato a puntino, l’assolo qui è affidato al bravissimo Markus Klyve (Tekro’s Kingdom). Con “Angels In Disguise” si ritorna su lidi più introspettivi e blueseggianti con il valore aggiunto di avere come ospiti Greg e Matt Bissonette (batteria e basso, famosissimi per i loro trascorsi con David lee Roth, Toto, Santana, Ringo Starr e tanti altri). Con “My Last Kiss” viene aggiunto un po’ di pepe al sound indurendolo quanto basta ma senza mai perdere di vista la loro propensione melodica. “Paint The Sky” è il lento alla maniera aor west coast, con il refrain che mette in risalto la voce del singer e il solo super melodico. Bella ma forse un po’ scontata. Chiude “Days Of Wine” con le sue allegre percussioni e il suo ritmo incalzante.
I Days Of Wine nel loro piccolo hanno sfornato un cd estremamente godibile, adattissimo ad essere ascoltato nei lunghi viaggi sulle Highway con il sole al tramonto. Non sarà il prototipo del disco che vi farà impazzire ma riesce a trasmettere comunque un sacco di emozioni. Se vi piace il rock con grandi aperture melodiche dategli una chance potrebbe piacervi.
Voto: 7/10
Fabrizio Tasso















