Nel corso degli anni i Dare non hanno mai sbagliato un colpo e “Road To Eden” ne è l’ennesima dimostrazione. Darren Wharton (ricordiamolo: ex Thin Lizzy) ha sempre seguito la sua ispirazione fregandosene di mood e trend dell’ultima ora, rimanendo sempre coerente col suo modo di intendere la musica. Anche in questo lavoro si è occupato del songwriting e della produzione andando a creare l’ennesima perla di una discografia senza punti deboli. A far da padrone è, come di consueto, la voce calda, suadente ed evocativa di Darren e l’immensa maestria di Vinny Burns alla sei corde. Non bisogna mai dimenticare l’importante apporto di Nigel Clutterbuck (basso), Kev Whitehead (batteria) e Marc Roberts (tastiere) che completano un’alchimia musicale di rara classe. “Road To Eden” veleggia in sonorità che abbracciano gli album “Beneath The Shining Water” e “Belief” con qualche puntatina hard alla “Blood From Stone”, ma con una produzione più soft e meno boombastica.
Il ritmo sostenuto di “Born In The Storm” apre le danze. Subito ci troviamo davanti a una piccola gemma che rappresenta il trait d’union tra i Thin Lizzy e Dare. Il gusto per gli assolo melodici di Vinny e il ritornello che ti si piazza in testa al primo ascolto, ne fanno un opener di gran razza. “Cradle To The Grave” è il rock melodico personificato. Le armonie dipinte dalle tastiere e l’interazione con la chitarra sostengono una sottile linea celtica. Se fosse stata su “Out Of The Silence” non avrebbe sfigurato. ”Fire Never Fades” è un crescendo di emozioni che sfocia nel refrain dove l’alternarsi delle linee vocali e dei cori è pura poesia. Così come la parte centrale riflessiva che poi riesplode impreziosita dal solismo di Burns. Tre pezzi incredibili e siamo appena all’inizio. “Road To Eden” è melodia allo stato puro, non quella scialba e fine a sé stessa, ma quella che ti prende e ti colpisce nel profondo. Stesso discorso per “Lovers And Friends”, lento intriso di passione con Darren a dar sfoggio della sua inarrivabile classe. Poi arriva “Only The Good Die Young”, un capolavoro. Ogni singola nota, ogni inflessione si incastra alla perfezione creando un dipinto sonoro di abbagliante bellezza. “Grace” è un’altra canzone che ti culla tra melodie sognanti per poi ridestarti come un raggio di sole attraverso le nuvole. “I Always Will” riprende le sonorità del precedente “Sacred Ground” enfatizzando la parte rock con la sei corde a ritagliarsi il ruolo da protagonista. Siamo quasi alla fine e il livello non accenna a calare minimamente, “The Devil Rides Tonight” poteva stare tranquillamente su “Blood From Stone” con il suo groove. Qui Vinny sfoggia tutta la sua bravura con un riff roccioso e un assolo strepitoso. Chiude “Thy Kingdom Come” sognante come un paesaggio che si svela nel diradarsi della nebbia ma anche epica e fiera come i celti.
Darren, Vinny, Nigel, Kev e Robert ancora una volta tirano fuori dal cilindro l’album che tutti i fan dei Dare si aspettano. Questo non vuol dire che l’album sia scontato anzi, di scontato c’è solo il risultato finale. La qualità dei musicisti, affinata da tanti anni passati insieme, ha permesso loro di creare l’ennesimo capolavoro dove sentimenti, ispirazione, melodia si fondono in tutt’uno prendendo per mano l’ascoltatore e conducendolo tra scenari mozzafiato. Se c’è una regola è che i Dare non deludono mai le aspettative, fatelo vostro ad ogni costo.
Voto: 9/10
Fabrizio Tasso















