E ricominciamo con la tiritera “il Power Metal è un genere inflazionato”… NO! Stavolta no. Perché a volte alcune perle di rara bellezza risplendono nel mare di dischi tutti uguali. E’ il caso dell’esordio discografico dei Cristiano Filippini’s Flames Of Heaven. Perché mai, direte voi? Innanzitutto perché invece di inseguire stereotipi, il chitarrista/songwriter Cristiano Filippini proviene da un background di Opera Sinfonica. E accidenti se si sente… il nostro, dopo aver imbastito contatti con il meglio della scena italica, assesta una line-up di lusso, comprendente gente come il singer Marco Pastorino (Severance), il bassista Giorgio Terenziani (Arthemis), l’altro chitarrista Michele Vioni (Vivaldi Metal Project) e il batterista Paolo Caridi (Geoff Tate’s Sweet Oblivion, David Ellefson, Reb Beach, Michele Luppi, Hollow Haze), incide l’album di esordio in vari studi di registrazione (tra i quali quelli personali degli stessi musicisti) e va quindi a farselo mixare direttamente in Finlandia, dalla leggenda Mika Jussila (Nightwish, Stratovarius…). Ed ecco, finalmente, il risultato! Un “classosissimo” e perfetto album di Melodic Power Metal, epico quel tanto che ci vuole, con arrangiamenti tastieristico/sinfonici che lo caratterizzano alla perfezione ed una produzione scintillante e perfetta. Un’altra peculiarità di “The Force Within” è quella del rifiuto dei ritmi ultra-speed, per focalizzare invece ogni elemento compositivo in maniera molto più ragionata su mid-tempo. Stiamo parlando di composizioni “adulte”, decisamente sopra la media dei soliti, stereotipati combattimenti coi soliti, stereotipati draghi. Si sente un bel po’ l’influenza dei citati Stratovarius, e questo non è un male, anzi! Sembra proprio di tornare agli anni ’90, quando il genere Power Metal sfornava meno albums ma con maggior personalità. Gli elementi che funzionano ci sono tutti. Innanzitutto le vocals, sicuramente composte pensando molto agli stilemi dell’Opera Classica, e ben interpretate dalla magica voce di Pastorino, ricche di epicità, melodia ed intrecci armonici. Il guitar-work, perfetto e pertinente al genere, gli arrangiamenti sinfonici… insomma, ci troviamo davanti ad un tipico prodotto discografico capace di far assurgere la nostra penisola ad una qualità e popolarità di portata internazionale riguardo al settore Power Metal. Settore per cui l’Italia è già abbastanza rinomata. Diamo quindi il benvenuto al progetto di Cristiano Filippini, augurandoci che vada sempre meglio.
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















