Buongiorno Cristiano. Benvenuto sulle pagine telematiche di GiornaleMetal.it. Prima di passare a parlare dell’album di esordio dei Flames Of Heaven, mi piacerebbe che tu facessi un po’ di biografia su di te. Se non erro, provieni dall’Opera Classica, giusto?
Buongiorno a te e grazie per l’intervista! Io di base ho sempre suonato la chitarra e composto in stile hard rock heavy metal, poi negli anni, tra conservatorio, vari master e concerti con orchestra sinfonica ho avuto l’occasione di approfondire l’arte dell’orchestrazione, molto più in chiave cinematografica che classica e operistica. Di questi studi ed esperienze naturalmente ne ha beneficiato anche “The Force Within”, album dotato a mio parere di orchestrazioni ben calibrate, equilibrate e mai invasive, che non invadono o surclassano l’aspetto rock metal ma arricchiscono l’atmosfera di epicità.
Parlaci un po’ dell’album. Di come è stato realizzato, composto, registrato e prodotto. E svisceraci un po’ le argomentazioni dei testi.
Ho iniziato a comporlo 4 anni fa, anche se alcune idee risalgono ai primi anni duemila. Nel frattempo che scrivevo, arrangiavo ed orchestravo ho trovato i miei perfetti compagni d’avventura con i quali abbiamo quindi raffinato e portato all’apice della potenzialità le varie idee e canzoni. Quindi una volta registrate le parti nei nostri studi personali e in studi esterni, ognuno specializzato in quell’aspetto che ci serviva, sono andato in Finlandia per mixarlo con Matias Kupiainen degli Stratovarius e per masterizzarlo con Mika Jussila (Nightwish) al Finnvox Studios. I testi parlano di forza interiore, positività e “fiamme” di luce per contrastare questo periodo buio. Io vivo il mio “Messaggio” in chiave Cristiano Cattolica, ma ognuno naturalmente è libero di interpretarlo in chiave laica o personale… spero solo che aiuti qualcuno con la musica, con i testi, o con entrambi, a trovare la forza di reagire ad un brutto momento, periodo… o che possa trovare e sviluppare la propria forza interiore.
Come hai conosciuto tutti i musicisti che fanno parte del progetto?
Innanzitutto vorrei dire che sono tra i migliori musicisti che potessi trovare, sono incredibili e sicuramente è una delle migliori line-up che potessi costruire per i Flames Of Heaven. Sono inoltre ragazzi molto disponibili, che si sono immersi subito nella mia musica. Un fit perfetto. Marco Pastorino mi ha contattato dieci anni fa in occasione delle mie prime uscite discografiche e da lì siamo rimasti sempre in contatto. Michele Vioni insegnava a Riccione vicino casa mia ed oltre ad essere uno dei migliori chitarristi al Mondo è un ragazzo eccezionale, una volta accettata la mia proposta è stato naturale contattare Paolo Caridi e Giorgio Terenziani (suoi compagni nei Killing Touch e amici di lunga data), dei supertop nel loro strumento, i quali con entusiasmo sono entrati a far parte della famiglia Flames Of Heaven.
Ci sarà possibilità di vederti dal vivo per la promozione di “The Force Within”?
In condizioni normali ti direi che sarebbe stato possibile, oggi purtroppo realisticamente non si parlerà di concerti almeno fino all’autunno 2021… vedremo anche l’interesse intorno al disco, alla band e se ci arriveranno proposte e di che tipo. Per ora va benissimo ciò che si può fare… interviste, recensioni, pubblicità, social network, media vari ecc.
Cosa ne pensi della scena Power Metal italiana ed internazionale? Non credi che siamo arrivati ad una saturazione tale del mercato per cui pare impossibile distinguere un’ottimo album da tanti altri, che sono formalmente ben fatti ma tutti piuttosto stereotipati?
Bella domanda. Io penso che dopo il duemila o giù di lì la scena power metal abbia prodotto pochissimo materiale di valore. Scarsa originalità… o meglio scarsa personalità… produzioni sempre più economiche, copie delle copie… ma allora scusa… mi vado a riascoltare gli originali! Inoltre il genere sinfonico epico degli ultimi anni fa sempre prevalere l’orchestra rispetto alla componente rock metal e questo non mi piace. Uniamo il fatto che tutti e dico tutti i grandi nomi del genere il meglio l’hanno onestamente dato… e quindi cosa rimane? Dischi del passato o speranza in nuove leve. Per esempio gli unici gruppi che hanno attirato la mia attenzione negli ultimi anni sono stati Nightwish e Beast in Black. Avantasia inoltre è sempre da tenere d’occhio. Anche questa saturazione come dici tu mi ha spinto a creare questa band… la ricerca di un suono personale, superprodotto ma moderno e caldo, influenze identificabili ma “mix” personale… uso delle tastiere tipo synthwave anni ’80… ma tanto metal… orchestra vera ed orchestrata in maniera scrupolosa… scelta dei musicisti adatti… artwork esplosivo… tante componenti che mi stanno dando tante soddisfazioni di critica e pubblico. Con tante uscite è sempre più difficile farsi notare in maniera fragorosa ma penso che la qualità paghi sempre alla lunga, ed è quello su cui ho puntato, punto e punterò sempre!
Bene l’intervista volge al termine. Saluta chi vuoi.
Grazie mille a te, a tutta la redazione e ai lettori di GiornaleMetal.it!!!! Spero che darete una chance a “The Force Within” e che lo apprezzerete.
Intervista raccolta da Alessio Secondini Morelli
















