I Cobra the impaler pur essendo formati da musicisti con passato ed esperienza di formazione death metal (vedi alla voce: Aborted, Carrion, Hæster, Majestic sun, Soul grip), hanno deciso di proporre materiale che invece ha delle differenti influenze.
Voendo darvi una dimensione di movimento della band siamo di fronte ad un mix tra stoner, doom, prog (si, anche prog giuro) e dei passaggi tra il thrash ed il death.
Parto dalla voce, rispetto al mio solito, che risulta ottima sia per quello che concerne la principale in pulito, in “ruvido” ed in growl. Abbiamo una doppia voce che sovente da la spinta alla versione rabbiosa e ruvida, ma non solo, con un growl di sostegno che amplifica il risultato. Troviamo quindi una batteria che è magistrale, ma forse poteva essere equalizzata in modo differente (ma siamo più nel piacere personale che non per un errore vero e proprio), perché risulta a volte parzialmente secca e meno corposa; specie per quello che è il suono del rullante.
Chitarre che si destreggiano in un labirinto di riff e di arpeggi notevoli, che danno la seconda dinamica delle tracce della band belga. Notevole le complessità dei componimenti, dei cambi di tempo e delle gestioni complessive del tutto che portano a rendere questo lavoro parecchio interessante e poliedrico.
Basso che riesce ad essere un collante sopraffino tra le linee vocali, i riff di chitarra ed il composto ritmico.
Post produzione, mix, master, arrangiamenti tutti di altissimo livello. Come ho già espresso più volte: la professionalità non si improvvisa.
I momenti alti di questo lavoro sono sicuramente: “Mountains”, “Spawn of the forgotten”, “Blood eye”, “Spirit of Lyssa” e la opener “Colossal gods” che è per altro anche la titletrack.
I Cobra The Impaler a dimostrazione che “il vestito non fa il monaco”, vedi nome logo e copertina oltre che membri della band, sanno quello che fanno e soprattutto stupiscono per capacità, poliedricità e intento sonoro. Se cercate materiale suonato bene, ottimo da ascoltare e che vi farà venir voglia di riascoltarlo questo “Colossal gods” fa per voi.
Voto: 8.5/10
Alessandro Schümperlin















