Con Regenesis, i Celestial Wizard compiono un passo deciso verso l’evoluzione stilistica, abbracciando una fusione ambiziosa e riuscita di power metal, melodic death, thrash e heavy classico. Il risultato è un disco moderno, energico e sorprendentemente variegato, arricchito da incursioni acustiche e suggestioni da “arena rock” anni ’80, che testimoniano la volontà della band di non restare ancorata a formule rigide.
La produzione, curata da Nick Nodurft presso i Rusty Sun Audio, è di ottimo livello: pulita, potente e dinamicamente equilibrata, riesce a valorizzare in particolare i riff e gli assoli, che rappresentano il vero fiore all’occhiello dell’album.
Uno degli elementi distintivi è l’uso complementare delle due voci—clean e growl—che diventa il filo conduttore di un viaggio sonoro all’insegna del contrasto. Brani come Pale Horse, Fangbearer e She Is the Blade mostrano con efficacia questa alternanza, mentre Into the Abyss e Ride With Fire accentuano la componente thrash/death con ritmiche serrate e growl predominante. La title track Regenesis chiude il disco con un crescendo carico di intensità, tra blast beat, passaggi articolati e sezioni soliste di grande impatto.
Non mancano però momenti più riflessivi e atmosferici: Muerte apre l’album con un’intro acustica dal sapore western, mentre Emerald Eyes si impone come una ballad malinconica, arricchita da violini e linee vocali pulite. Il singolo Wicked Master, invece, guarda decisamente al rock da stadio, con un groove catchy e testi motivazionali.
I punti di forza dell’album sono evidenti: grande eclettismo stilistico, ottima qualità esecutiva, e una visione compositiva originale, che sa fondere con intelligenza i linguaggi del power e del death metal. Tuttavia, qualche momento di disomogeneità nella seconda metà del disco, dovuto a un uso meno equilibrato del growl, potrebbe disorientare i fan del power più classico.
In definitiva, Regenesis è un lavoro maturo e ispirato, perfetto per chi ama un metal moderno, tecnico e contaminato, che non ha paura di rompere gli schemi senza perdere la propria identità.
Consigliato a: chi apprezza il metal ibrido, potente e non convenzionale.
Sconsigliato a: puristi del power tradizionale o fan del metal più lineare.
Voto: 7/10
Daniele Blandino















