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Carmen Consoli, quelle brave ragazze in tour col camper
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Carmen Consoli, quelle brave ragazze in tour col camper
Carmen Consoli, quelle brave ragazze in tour col camper

Carmen Consoli, quelle brave ragazze in tour col camper

Venerdì 3 dicembre ha fatto tappa al teatro Fusco di Taranto il tour di Carmen Consoli, partito da Assisi il 29 ottobre. Storia di un sold out preannunciato

Report a cura di Daniela Gerundo, Gallery fotografica a cura di Monica Iacca

Ha un sapore ancora intenso e gustoso il burro delle parole di Narciso; parole nate nel 2000 da uno “Stato di Necessità” e che ancora oggi, dopo 21 anni, conquistano, in un abbraccio di ironia e sensualità, il pubblico da sold out che segue Carmen Consoli nel suo tour “Volevo fare la rockstar”, dal titolo del suo ultimo album in studio.

Un tour in giro per l’Italia con un camper, esperienza che la “carusa” dal viso di bambina impertinente condivide con l’amica di sempre, Marina Rei, che la accompagna anche sul palco.

Sul suo profilo Facebook Carmen pubblica giornalmente “I diari del camper”, brevi video nei quali quelle brave ragazze raccontano la loro quotidianità stabilendo un filo diretto con i fans che le seguono in questa originale esperienza. E non poteva essere che lei, la “cantantessa”, a pensare e realizzare un’idea di tour così singolare.

Del resto è nota la distanza abissale che separa Carmen dagli arcaici stereotipi sul ruolo della figura femminile nella nostra società. Sempre in prima linea contro consuetudini retrive, paladina dei diritti delle donne, la Consoli si è riservata tutti i privilegi che il libero arbitrio accorda a chi sappia saggiamente decidere della propria vita in autonomia, come quando ha stabilito che fosse giunto il momento di diventare madre: nel 2013 ricorrendo all’inseminazione artificiale.

Il tempo ha poi fatto maturare la bambina impertinente che amava provocare e affrontare la vita a muso duro: ora, a 47 anni, Carmen è una professionista affermata e una donna consapevole, ma non per questo svigorita nel suo ruolo di combattente per la tutela dei diritti suoi e di quelli di tutte donne. La capacità innata di Carmen è di parlare di sé e contemporaneamente dar voce a tutti, esprimendo una ragguardevole molteplicità di emozioni, sentimenti, passioni e tormenti, «piccole cose quotidiane, frammenti di vita, sogni e paure; quando le parole non arrivano, le chitarre raccontano i sentimenti». La sua musica racconta anche la storia di un’artista di caratura internazionale rimasta radicata nella cultura del suo territorio: una vestale rock dal talento innato che, attraverso la ruvidità sensuale del suono ed un timbro vocale inconfondibile, ha avuto il merito di aver spostato l’attenzione comune sul cantautorato siciliano, composto anche da amici con i quali ama condividere il palco, come Antonio Di Martino, Colapesce, Levante, Mario Venuti.

Un concerto durato oltre due ore, suddiviso in tre parti e preceduto da un prologo intimo e confidenziale, propedeutico per creare empatia con il pubblico. “Abbiamo avuto paura, nelle notti buie, abitate da diavoli e fantasmi, ma essere qui con il mio bagaglio di sogni, la luna e le favole che brilleranno sopra ogni cosa mi fa sperare che ancora tutto è possibile ed è arrivato il momento di tornare a vivere con una consapevolezza diversa. Più uniti, più propensi a cogliere l’importanza di tutto ciò che prima davamo per scontato. Dovremmo spalancare le porte e accogliere l’inverno perché forse, se conosci il freddo, puoi apprezzare il calore di un gesto”. Queste le parole di Carmen che introducono la prima parte del concerto, “Il sogno”, interamente dedicata all’ultimo album “Volevo fare la rockstar”.

I 10 brani contenuti nell’album affrontano tematiche intime e familiari alla cantautrice quali ambizioni, sogni e desideri, come quello di diventare una rockstar. Non ha bisogno di orchestra Carmen: alla sua voce bastano due chitarre, la sua e quella di Massimo Roccaforte sul palco con lei durante il primo ed il terzo atto del concerto. I brani, intimi ed emozionali, sono accompagnati dalle installazioni video che proiettano immagini della terra di nascita dell’artista; che rimandano alla sua infanzia, alla vita semplice e genuina vissuta in campagna, con una famiglia felice.

Il secondo atto “Gli anni mediamente isterici” ha un’impronta decisamente rock, mista all’elettronica. Carmen Consoli mostra una grinta graffiante perfettamente in sintonia con Marina Rei che l’accompagna alla batteria. Marina è anche la voce principale nel brano: “Donna che parla in fretta”. I ritmi si fanno incalzanti, le luci forti ed intermittenti, il fumo scenografico invade il palco e qualcosa fa scattare l’antincendio. Una sirena copre la musica mentre una voce metallica impartisce indicazioni su come evacuare il teatro. Ovviamente si è trattato solo di un simpatico fuori programma che ha vivacizzato l’ambiente senza che accadesse nulla di imprevisto.

Dopo una breve pausa inizia il terzo atto: “L’amicizia”, che si apre con un omaggio speciale a Franco Battiato, con il brano: “Stranizza d’amuri”. Sullo sfondo scorrono le sue frasi sull’amore e alla fine della canzone compare una delle immagini più iconiche del “maestro”, per non dimenticare il suo grande contributo alla musica italiana. “A finestra” sempre in dialetto siciliano, conclude un concerto che emozionato ed esaltato il pubblico durante l’esecuzione dei brani più conosciuti e amati da tutti: Parole di burro, In bianco e nero, L’ultimo bacio, Fiori d’arancio.

Gran finale con “Amore di plastica” riservato al bis e fine del concerto che ha ripercorso 25 anni della storia musicale della “cantantessa”, soprannome nato dall’errore di un tecnico del suono sudafricano, che volle sottolineare il genere femminile.

Il percorso artistico di Carmen Consoli è talmente vario ed articolato che a volerne parlare si rischierebbe sempre di dimenticare qualcosa. Ma vale la pena ricordare alcune date fondamentali nella sua vita di donna e di artista.

Nel 2002 l’attività concertistica si estende in Europa. Per l’occasione, Carmen si fa realizzare una Fender Jaguar rosa che la accompagnerà in tour.

Nel 2012 è stata insignita con l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

Nel 2013 nasce suo figlio Carlo Giuseppe, ricorrendo all’inseminazione artificiale.

Nel 2016 diviene la prima donna a essere scelta come maestra concertatrice della Notte della Taranta.

Nel 2020 Concerto Evento all’arena di Verona “25 anni Mediamente Isterica”

Nel 2021, la sera del 3 dicembre a Taranto, la quarantasettenne artista siciliana ha cantato per due ore e mezza di seguito, intervallate solo da due brevissime pause necessarie per distinguere i tre momenti musicali, composti in tutto da 28 brani. Ironica e sensuale, per niente stanca e neanche confusa, ma felice di essersi donata con una generosità tutta meridionale ad un pubblico adorante che continuerà a seguirla nella sua crescita professionale, perché questa sera, quella ex bambina impertinente ha mostrato di avere ancora molto da dire e da raccontare.

Scaletta

Sta succedendo
L’aquilone
Una domenica al mare
Mago magone
Le cose di sempre
Qualcosa di me che non ti aspetti
Armonie numeriche
Imparare dagli alberi a camminare
L’uomo nero
Volevo fare la rockstar
Per niente stanca (Confusa e felice 1997 Secondo album)
Besame Giuda (Mediamente isterica 1998 Terzo album)
Geisha (Mediamente isterica 1998 Terzo album)
Fino all’ultimo (Confusa e felice 1997 Secondo album)
Donna che parla in fretta (di Marina Rei)
Confusa e felice (Confusa e felice 1997 Secondo album)
Sentivo l’odore (Mediamente isterica 1998 Terzo album)
Contessa miseria (Mediamente isterica 1998 Terzo album)
Venere (Confusa e felice 1997 Secondo album)
Stranizza d’amuri (Una splendida cover del maestro Franco Battiato realizzata da Carmen Consoli e i suoi ospiti in occasione del venticinquennale di Mediamente Isterica)
L’ultimo bacio (Stato di necessità 2000 Quarto album)
In bianco e nero (Stato di necessità 2000 Quarto album)
Blunotte (Confusa e felice 1997 Secondo album)
Fiori d’arancio (L’Eccezione 2002 Quinto album)
Orfeo (Stato di necessità 2000 Quarto album)
Parole di burro (Stato di necessità 2000 Quarto album) brano tra i più iconici della “cantantessa”.
A finistra (Elettra 2009 Settimo album)
28. Amore di plastica (Eco di Sirene 2018 Terzo album dal vivo) Amore di plastica è il brano con il quale Carmen Consoli partecipò al Festival di Sanremo 1996 nella sezione “Nuove Proposte” scritta dalla Consoli e da Mario Venuti e che la fece diventare popolare anche per il suo particolare stile vocale.

Carmen Consoli “Volevo Fare la rockstar” – tracklist

1. Sta Succedendo

2. L’aquilone

3. Una domenica al mare

4. Mago Magone

5. Le cose di sempre

6. Qualcosa di me che non ti aspetti

7. Armonie numeriche

8. Imparare dagli alberi a camminare

9. L’uomo nero

10. Volevo fare la rockstar

Album in studio

1996 – Due parole

1997 – Confusa e felice

1998 – Mediamente isterica

2000 – Stato di necessità

2002 – L’eccezione

2006 – Eva contro Eva

2009 – Elettra

2015 – L’abitudine di tornare

2021 – Volevo fare la rockstar

Album dal vivo

2001 – L’anfiteatro e la bambina impertinente

2003 – Un sorso in più

2018 – Eco di sirene

Raccolte

2010 – Per niente stanca

Album in studio per il mercato estero

2001 – État de necessité

2003 – Carmen Consoli

Tags: live report
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