I Burden of grief, veterani della scena melodic death metal tedesca, hanno pubblicato il 24 novembre 2023, e dopo cinque anni dal precedente lavoro, “Destination dystopia”. La band, pur rimanendo fedele alle proprie radici, mostra una rinnovata energia e una certa maturità compositiva.
“Destination dystopia” è un disco che non fa prigionieri se vogliamo dirla in metafora. Il sound è massiccio, potente e ben prodotto, con un’ottima bilanciamento tra aggressione e melodia; c’è un approccio alla console del mixer consapevole, c’è si il voler rimanere attaccato alle radici del suono da cui la band proviene, allo sesso tempo ci troviamo di fronte a delle sonorità e delle risultanze moderne. I Burden of grief si muovono con disinvoltura tra riffing thrash veloci e incisivi e melodie più malinconiche ed epiche, un marchio di fabbrica del melodic death metal in stile svedese, ma va ammesso che la band ci mette un tocco personale e che li avvicina anche a sonorità più heavy. Le chitarre sono protagoniste assolute, con riffing dinamici e assoli ben costruiti che sanno essere sia tecnici che emozionali. La sezione ritmica è solida e martellante, fornendo una base robusta su cui si innestano le altre componenti; unica nota leggermente dolente è, un problema comune a molti purtroppo, il basso si percepisce molto poco. Il cantato di Mike Huhmann è un growl potente, che contribuisce a mantenere alta l’intensità dell’album.
L’album è un’esplosione di energia aumentato da cambi di tempo e forme compositive che tengono sempre l’ascoltatore sul filo del rasoio. La band riesce a bilanciare perfettamente la brutalità del death metal con melodie memorabili e spesso epiche, creando un sound coinvolgente. I brani sono ben strutturati, con spunti accattivanti e assoli di chitarra che si distinguono per la loro qualità. Come accennato sopra il suono è nitido e potente, permettendo a ogni strumento, con luci e ombre, nel complesso di far sentire la propria parte.
Queste cose si notano in “World under attack”, “A daydream of sorrow”, “My suicide”, “Fevered dreams” e la title-track “Destination dystopia” ; come sempre fate vostro l’album e decidete la vostra serie di tracce preferite.
“Destination dystopia” è un ritorno molto buono per i Burden Of Grief. È un album che fa la gioia dei fan del melodic death metal classico, ma che potrebbe catturare anche chi apprezza un approccio più diretto e aggressivo al genere. Sia chiaro non reinventa la ruota, ma la fa girare con una potenza e una sua intenzione; se da un lato abbiamo questo, mi rendo conto che comunque potrebbe non essere il massimo della vita per chi cerca materiale nuovo e sonorità particolari.
Voto: 7.5/10
Alessandro Schümperlin















