Il fatto che Blue Drama sia al primo disco non faccia ingannare : ad animare questo gruppo fiorentino sono due musicisti di lungo corso : Mario Assennato, chitarrista e Andrea Bartolini, bassista, entrambi alla voce che alternano nei vari brani di questo nuovo progetto.
Tanti i gruppi di cui hanno fatto parte, senza riuscire a sfondare per il grande pubblico, ma acquisendo uno stile e una classe sicuramente di ottimo livello.
Dopo questa presentazione , dobbiamo dire che le composizioni di “La Giostra” sono in certi casi abbastanza scontate seppur gradevoli e scorrevoli. Anche i testi, tutti in italiano, sembrano trattare temi non particolarmente impegnati e quindi l’impressione che se ne trae, almeno per quanto mi riguarda, è che un rock italiano che guarda al pop, di Mario e Andrea potrà piacere a molti, ma non troppo a chi si occupa di metal o comunque cerca novità e spunti di riflessione particolari.
Dopo l’intro “La verità”, si parte con il brano che ne prosegue il tema musicale “Quello che non sai” su una base pop-rock, un basso brillante, una orchestrazione interessante. Sempre rockeggiante è “Divina Antinomia”, mentre la tensione cala con “Il mio mondo” anche a causa di un testo davvero molto discutibile per la sua superficialità. La musica si inasprisce con la titletrack, ricordando un altro gruppo fiorentino come gli storici “Dennis and the Jets”. “Il sogno infinito” è una canzone d’amore ma trattato con classe, sia a livello testuale che musicale. Il volume della chitarra è poco elevato, gli assoli sono circoscritti ma la configurazione dei brani è gradevole e senz’altro troverà estimatori in chi ascolta musica italiana.
Curiosità ha generato senz’altro la cover di “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco, proposta in chiave pop-rock con una buona personalità. “Lasciami andare” introduce tastiere che si coniugano con una chitarra importante, una struttura di brano che ricorda vagamente i primi lavori della Strana Officina, chiaramente a volumi molto più bassi. Questa tendenza viene confermata con “Asociale” dove si affrontano temi legati alla vita quotidiana.
“Come una chimera” e “Spacca il tempo” , che con un rock più serrato racconta la simpatica storia di un musicista fiorentino con accenno del giro tastieristico di Jump , concludono degnamente questo lavoro che sarà apprezzato da chi ama il rock italiano.
Voto: 7/10
Massimiliano Paluzzi
















