Che sorpresa che sono questi Black Hole, band Prog/Power Metal proveniente dalla Francia. I nostri esistono dal 1995, pensate. E questo “Whirlwind Of Mad Men” è solo il secondo album, che segue la pubblicazione di due EP, rispettivamente del 2000 e del 2006, e dell’esordio full-length del 2018. Oltretutto, i nostri sostengono di far musica solo “for the pleasure and passion of metal above all”. Ma intanto son finiti a fare i gregari di lusso, suonando di spalla a parecchi grossi nomi del Metal internazionale. E la loro esperienza l’hanno portata a casa in quantità talmente grossa che… vi dico subito: questo è un album di Prog/Power Metal. Ma è uno di quei rari casi in cui il genere viene riproposto bene. Innanzitutto i nostri hanno un cantante, Fabio Torrisi, dal forte carattere e dalla bella voce, nella quale convivono parecchie istanze della tradizione Hard & Heavy (Klaus Meine, Steven Tyler, Bruce Dickinson), e poi… a livello strumentale i nostri sono tutti preparati, ma la differenza la fa innanzitutto uno stile compositivo “kicking-ass” e allo stesso tempo variegato e “classicheggiante”, grazie anche all’opera del nuovo tastierista/orchestratore Christophe Burghard (il madrigale finale “No Return” la dice lunga sulle influenze “colte” dei nostri). E poi una produzione superba, seppur leggermente troppo riverberata. Altro elemento che risalta è il giusto tributo ai grandi del genere, con cover di classiconi dello stampo di “Fear Of The Dark” dei Maiden e “Dream On” degli Aerosmith, rese alla grande, soprattutto vocalmente, seppur il tappeto orchestrale risulta qui forse leggermente artificioso (ma questi sono gusti personali). Promossi quindi con un buon voto i Black Hole, che paiono essere, sicuramente data anche la loro longeva esperienza, una delle poche Prog/Power Metal bands non noiose, non stereotipate, non banali ma di grande carattere e capaci anche di infondere tanta energia live.
Voto: 7/10
Alessio Secondini Morelli















