Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?
Camelot è una metal opera ispirata alla legenda di Re artù e i cavalieri della tavola rotonda dove i cantanti interpretano i vari personaggi della leggenda. Una immersione nella fantasia e speriamo un gradevolissimo ascolto dove tecnica, originalità e varietà di stili compositivi non mancheranno di certo. Inoltre pur essendo un debut album abbiamo fatto in modo che ci fosse tutta la professionalità possibile.
Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?
La band come progetto odierno è nata dalla collaborazione con Andrea Atzori che mi propose di fare una Metal Opera ispirata a leggende medievali di cui entrambi siamo appassionati. Essendo entrambi compositori ed avendo gusti musicali molto simili ho accettato subito. Poco tempo dopo abbiamo inserito nella band Matt Siddi come cantante ufficiale, mia nipote Eleonora ai cori e mio fratello Ignazio come ulteriore compositore (ha scritto il primo singolo “Secret Castle e l’intro dell’album “March of the Ancient Knights”). Diciamo che in questo primo capitolo io rimango un po’ più nell’ombra come compositore rispetto agli altri avendo scritto solamente la ballad “Forever (Light on me)” ma mi sono occupato di tutti gli arangiamenti dell’album.
Come è nato invece il nome della band?
Se posso, alla domanda sulle nostre origini, rispondo qui visto che è collegato alla scelta del nome. E’ inziziato tutto nel lontano 1986 quando all’epoca uscì l’album “The Final Countdown” degli Europe che per me fu ed è tutt’ora la prima fonte di ispirazione melodica, la band a cui faccio riferimento per cercare di rendere le canzoni piacevoli fin dal primo ascolto. E anche il nome fonda le sue origini da questo album degli Europe. Una frase della canzone “Ninja” dice “If I were a noble Ancient Knight”. La canzone “Secret Castle of Love” è stata composta da Ignazio poco dopo e infatti si sente l’influenza di “Ninja” soprattutto ritmicamente. Due anni dopo uscirono altri due album che formarono completamente il mio modo di scrivere e credo anche quello di Andrea, parlo di “Odyssey” di Yngwie Malmsteen e “Keeper of the seven keys II” degli Helloween.
Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?
Qui la risposta la da l’album in se essendo un concept basato sulle gesta di Re Artù. Le tematiche e il sound cercano di far immergere l’ascoltatore più a fondo possibile in ciò che i testi trattano, cioè la storia di Camelot e tutto ciò che ruota intorno a questo regno legendario. Ovviamente anche per il secondo album seguiremo sulla stessa impronta visto che sarà il continuo ma anche la conclusione della saga. Il secondo album sarà sicuramente più diretto ed esplosivo con molte più canzoni veloci e coinvolgenti già dai primi secondi e questo influirà anche i testi. Cercando di essere vari e non ripetitivi, con con molteplici idee diversissime tra loro, già dal terzo album non vorremmo essere limitati da una sola tematica o un solo un genere e quindi non saprei dire se in futuro saremo legati ancora a concept oppure no.
Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?
Cerchiamo, per quanto possible naturalmente, di portare una boccata d’aria fresca in un mondo già visto, rivisitato e ripetuto, proponendo una struttura delle canzoni molto diversa dagli standard metal classici, fatti di regole non scritte ma sicuramente ben precise come una sessione ritmica lineare e schematica. Noi in questo senso immaginiamo ogni strumento come se fosse all’interno di un orchestra e dove ognuno ha la sua importanza. Per fare un esempio, il basso, che troppo spesso è relegato a fare la comparsa, nelle nostre canzoni può essere considerato un principe facendo delle parti da assoluto protagonista, il tutto però ben coordinato con il resto degli strumenti che pur facendo altrettanti parti soliste vengono amalgamati e intrecciati tra loro. Un po’ come in un’orchestra invece che in una metal band. Io stesso, da ascoltatore, quando sentivo tante canzoni metal storcevo il naso perchè, escludendo band come Iron Maiden, Helloween e pochi altri, al basso non veniva data quasi nessuna importanza se non quella di essere un sottofondo. Aggiungo i Queen, anche se non sono metal, tra le schiere delle band in cui il basso gioca un ruolo fondamentale e infatti a loro mi sono ispirato tantissimo per scrivere certe parti. Come qualità potrei aggiungere la precisione e la cura nei dettagli e negli arrangiamenti di cui sono maniaco. Insomma se vi incuriosisce andate ad ascoltare l’album e vi sembrerà di essere a Camelot ma con le borchie e la gente che poga hahhahahaha.
Come nasce un vostro pezzo?
A questo non c’è una risposta ben precisa. Può nascere con una rullata di batteria o ascoltando un overdub vocale. Io spesso mi alzo la notte con una melodia in testa che mi affretto a registrare perchè altrimenti il giorno dopo me ne dimenticherei ma questo da parte mia e non saprei per Ignazio. Andrea qualche volta mi ha raccontato di partire dal titolo della canzone. Da parte mia nasce sempre prima la melodia e poi il testo lo scrivo in virtù di quello che la melodia sembra trasmettere. Nel caso di questo album, dopo che molte canzoni avevano un idea musicale finita e quindi spesso sapendo già il testo che avrebbero trattato poi ho saputo che suoni, ritmi e arrangiamento metterci.
Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?
A essere sincero tutti, nessuno escluso, perchè in tutti i brani ognuno di noi ha messo il suo ed abbiamo gioito e sofferto nella loro realizzazione. Soprattutto sofferto, essendo il nostro primo album, ma ora gioito perchè il sogno è diventato realtà. Una gioia infinita vedere il nostro album in vendita e sapere che non è solo frutto della nostra immaginazione.
Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?
Per quanto mi riguarda, essenzialmente, Yngwie Malmsteen perchè tra i miei tanti ispiratori è quello più capace di fare canzoni diverse fra loro pur mantenendo il suo stile classico negli accordi e nelle melodie. Poi, come ho accennato prima, gli Europe con la loro capacità di fare canzoni che piacciono al primo ascolto e questa per me è stata una sorta di missione. Per ogni singola canzone, ho passato tantissime ore (oltre 24 se fosse umanamente possibile ahahaha) per ascoltare, riascoltare e rivedere ogni singola parte scritta e far si che quella magia che hanno le canzoni degli Europe, potesse averla anche ogni nostra canzone. Naturalmente ci ispiriamo tantissimo anche a Helloween , Gamma Ray e Stratovarius senza dimenticare Iron Maiden, Heavens Gate o White Lion e ovviamente i Queen soprattutto per i cori.
Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?
Preferiremo concentrarci sul secondo capitolo della saga, cercando di focalizzarci ancor di più sulla qualità in studio, piuttosto che dividere il nostro poco tempo libero dedicandolo a dei concerti che non saremmo in grado di realizzare visto soprattutto la poca quantità di pezzi finora realizzati. Nel secondo album ci saranno almeno 12 canzoni più bonus track (stavamo anche pensando a delle bonus diverse per i mercati giapponesi ed americani, se ce ne sarà l’occasione) e vorremmo che ognuna di loro fosse impeccabile. La mia impressione è che per realizzare un live coinvolgendo tanti artisti e cantanti bisgna avere del materiale per coprire almeno due ore di spettacolo, quindi solo dopo il secondo album speriamo di avere l’occasione di poter vivere l’emozione del live.
E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?
Purtroppo per adesso no, come detto si vedrà dopo il secondo album quando avremo più canzoni in repertorio.
Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?
Più che della scena Italiana in generale mi piacerebbe parlare sul piano personale citando le collaborazioni di alcuni degli artisti Italiani coinvolti nel progetto come Andrea Tito (Black Phantom /Mesmerize) che si è dimostrato un professionista di prim’ordine e con cui mi son sentito onorato di collaborare. Andrea ha svolto un lavoro che dire eccelso non gli renderebbe onore perché è stato perfetto. Il super e versatile Pier Gonella (Necrodeath / Mastercastle / Athlantis / Vanexa) che è stato vitale per noi ed ha svolto alla perfezione, nota per nota, le parti chitarra sia ritmiche che soliste molto complesse che gli avevamo affidato. Chiara Tricarico (Moonlight Haze / Sound Storm / Ravenword), una persona gentilissima, molto brava nel ruolo di Lady Igraine. L’immenso Roberto Tiranti che giudico un cantante come pochi se ne trovano e che mi ha lasciato incantato per la sua interpretazione di Mordred e Gabriele Crisafulli (Gabriels) che ha creato un assolo spettacolare nella canzone “The Usurper”. Questi sono alcuni degli esempi con i quali si potrebbe giudicare in maniera estremamente positiva la scena Italiana. Se dovessi giudicarla a gusto personale ovviamente potrei citare i Rhapsody. Ricordo che quando uscì “Legendary Tales” rimasi scioccato dall’ originalità. E poi vorrei citare Steva dei Deathless Legacy, che per me è una super cantante e con la quale un giorno mi piacerebbe collaborare. Comunque sinceramente non ho mai pensato alla scena musicale divisa per paesi. Per noi il metal è una grande famiglia che si ama “all around the world”. Da questo punto di vista la lingua inglese anche nei testi aiuta e visto che i nostri idoli le canzoni le facevano in inglese, ci siamo sentiti più a nostro agio anche noi. Comunque nell’album abbiamo anche una canzone in versione italiana ed una in spagnolo (per il mio amore verso la Spagna). Comunque ci teniamo a dire che siamo orgogliosi di rappresentarne il nostro paese nella scena musicale e la speranza è che soprattutto il pubblico metal italiano ci sostenga.
Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?
Tutto sommato penso che il potere di Internet oggi sia più positivo che negativo. Sicuramente grazie a Internet diventa più semplice arrivare alle persone che poi sono i potenziali fan o i semplici ascoltatori. Sicuramente Andrea saprebbe rispondere in maniera più esaustiva visto che lui e solo lui si occupa in maniera impeccabile del lato manageriale, organizzativo e grafico della band. Io mi sono concentrato solo sulla musica.
Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?
Come accennato in precedenza il nostro non è proprio un genere definito e focalizzato. Ci piacerebbe non essere etichettati e catalogati con un genere. Visto che già da questo primo album abbiamo cercato di essere vari e lo saremo in ogni album. Come dire, sicuramente siamo power metal, ma allo stesso tempo potremmo non esserlo perchè in certe canzoni siamo totalmente neoclassic metal o magari hard rock puro in altre. Forse il più azzeccato sarebbe metal neo classico power hard rock melodico ahahahaha (lanciamo un nuovo genere). E comuque questa varietà di canzoni e generi sicuramente valorizza ancora di più noi e tutti i musicisti coinvolti.
C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?
Beh credo più di uno. Ma il desiderio più grande sia mio che di Andrea è KISKE (lo scrivo in maiuscolo). Sarebbe un sogno. Ma anche Thomas Rettke che amiamo alla follia, Oliver Hartman, Mike Vescera, Joe Lynn Turner o Timo Tollki. Ce ne sarebbero anche altri ma con qualcuno di loro abbiamo comunque già avuto dei contatti.
Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?
Certamente….Amiamo il metal, non abbandoniamolo mai. Noi nelle nostre canzoni facciamo si che rimanga sempre vivo e splendente come il fuoco che arde cercando di metterci anche qualcosa di nuovo. Ma che sia Death Metal, Speed e chi più ne ha, più ne metta, appoggiamoci a vicenda… METAL WILL NEVER DIE… Un grazie di cuore da parte degli Ancient Knights ed un grazie personale va ai Seven Thorns che hanno creduto in noi e ci hanno spronato ad iniziare questo viaggio, io ed Andrea li consideriamo come fratelli, benchè siano danesi.















