Il mitico Russell Allen (Symphony X, Allen / Lande) ha deciso, sempre sotto l’egida della Frontiers, di unire le forze con la singer svedese Anette Olzon (ex-Nightwish di lusso nonché in forza nei grandissimi The Dark Element anch’essi sotto Frontiers) per un album nominale, facendosi aiutare dall’altro collaboratore Frontiers di lusso Magnus Karlsson, sopraffino chitarrista solista dei Primal Fear e dei Magnus Karlsson’s Free Fall, e qui impegnato anche al basso ed alle tastiere, mentre le parti di batteria sono affidate al bravo Anders Köllerfors dei suddetti Free Fall. Il risultato è di una sciccheria notevole, ovviamente tutto convogliato nell’ambito del genere Symphonic/Power Metal. Ambito nel quale, a quanto pare, il nostro duo di dotati singers sguazza felice e beato. Effettivamente, in questo disco si da ampio spazio alle sopraffine doti vocali del beneassortito duo, i quali duettano con una dimestichezza propria di chi ha parecchio skill e anni d’esperienza alle spalle, pur essendo entrambi ancora relativamente nel loro miglior periodo artistico ed espressivo. Certo, a parte un album davvero ben fatto sotto tutti i crismi, non aspettatevi nulla di particolarmente innovativo. Si tratta di un album molto buono, realizzato apposta per far sì che s’incontrassero le personalità artistiche di due grandi voci della scena internazionale. Del resto, anche in questo disco l’ottima prestazione di Karlsson alla chitarra si profonde più d’una volta in assoli di shredding dal gusto melodico non comune, quindi anche l’amante della sei corde ha di che rimaner contento dall’ascolto di “Worlds Apart”. Nel contesto, le atmosfere rievocate dal disco in questione sono quelle tipiche del miglior Symphonic/Power Metal. Moderatamente epiche durante la preminenza di Allen, leggermente più romantico/malinconiche quand’entra in scena la Olzon. In fin dei conti, se si voleva far incontrare in un perfetto sodalizio le loro personalità artistiche, il risultato finale, pur nella sua natura fortemente settoriale, è piuttosto pregevole.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















