Ed eccolo qui, il nuovo studio album dell’inossidabile Alice Cooper. A settantatre anni questo personaggio ha ancora tanto da dire. Lui che ha portato, insieme a David Bowie,la teatralita’ sui palchi del rock. Lui che ha creato prima di tanti altri uno show visuale, oltraggioso e ricco di provocazioni. Lui e’ ancora qui che ci parla dalla sua Detroit. Detroit la rock city celebrata dai newyorkesi Kiss in un brano del 1976 tratto da Destroyer, album prodotto da Bob Ezrin. E questo produttore, che gia’ sedeva dietro la consolle nei vecchi album anni Settanta di Alice Cooper e’ anche l’uomo che ha prodotto The Wall dei Pink Floyd e che ha aiutato i Deep Purple del nuovo millennio a trovare il suono definitivo in studio. Detroit e New York, le due metropoli della costa est che a cavallo fra i Sessanta e i Settanta davano al rock tanti contributi che avrebbero condotto all’inquietudine punk e a tante altre suggestioni. E quindi Detroit Stories inizia con un omaggio al grande newyorkese Lou Reed con la sua Rock And Roll efficacemente reinterpretata. Rock and Roll, e’ di questo che si tratta qui, del resto. Go Man Go spinge sull’acceleratore con un’urgenza quasi punk, appunto. Our Love Will Change The World e’ una canzone ritmata e accattivante dal testo romanticamente proteso verso un mondo migliore. Social Debris e’ un rock aspro e pungente. 1000S High Heel Shoes e’ un brano che richiama le sonorita’ soul e r’n’b della Tamla Motown, che come sappiamo e’ proprio di Detroit. Avremo modo di riparlarne. Hail Mary e’ un altro rock diretto e immediato. Detroit City 2021 e’ una sorta di manifesto musicale cittadino. Si parla delle atmosfere infuocate di questa citta’. Downtown, my town, Motown….Iggy Pop, gli MC5, Ted Nugent, Bob Seger, gli artisti rock che hanno creato la leggenda di Detroit Rock City….il riferimento a Bowie….Un efficacissimo compendio di grande storia del rock. Il bluesaccio di Drunk And In Love ci culla con insana dolcezza. Ancora rock and roll da strada con Independence Dave. I Hate You e’ un brano corrosivo intriso di provocazione. Wonderful World fa riemergere le mai nascoste influenze doorsiane di Alice Cooper. Sister Anne ci porta ancora insano rock and roll metropolitano. Hanging On By A Thread (Don’t Give Up), gia’ diffuso da mesi come singolo, e’ un brano straordinario. Un appello per chi e’ disperato e vorrebbe farla finita, una voce di speranza, il tutto su un tappeto musicale insinuante, ipnotico e irresistibile. Shut Up And Rock, titolo eloquente. Il disco si chiude con una bella versione di East Side Story del gia’ citato Bob Seger. Un brano del 1966. Da far ascoltare a quei redattori di riviste metallare che quando i Metallica coverizzarono Turn The Page di questo splendido artista sentenziarono che si trattasse di un artista pop. Un artista che urlava il suo rock and roll di strada prima che loro nascessero anagraficamente….Detroit Stories e’ un signor disco di un signor artista. Rock senza etichette, sottogeneri e altre cose cosi’. Da ascoltare e basta.
Voto: 9/10
Silvio Ricci















