Ed e’ arrivato dunque. Ampiamente annunciato e anticipato dai brani apripista Shot In The Dark e Demon Fire. Power Up, diciassettesimo disco in studio del gruppo australiano piu’ famoso del mondo, e’ arrivato. E subito l’universo degli appassionati di rock duro si e’ diviso nelle due inevitabili fazioni che l’evento ha generato. Da una parte quelli che “Sempre la stessa solfa, non cambiano di una virgola, suonano lo stesso pezzo da quarant’anni” e dall’altra quelli che “Ecco qui la quintessenza del rock and roll, finalmente, e tutto il resto e’ noia”. Il problema e’ che entrambe le fazioni hanno ragione. E’ impossibile negare che gli AC/DC ripropongaono le stesse sequenze di accordi, lo stesso approccio, lo stesso sound e quindi la stessa musica da decenni. ma e’ altrettanto impossibile negare che tutto questo rappresenti per milioni di fans in tutto il globo terracqueo una sorta di certezza a cui aggrapparsi. Potremmo paragonare l’effetto della musica degli AC/DC a quello di una formula magica, di una preghiera, di una ricetta medica. e l’effetto assicurato e’ quello di liberare energie primordiali e basiche, assolutamente imprescindibili. Chiedere a tutto questo di modificarsi, di assumere nuove forme, diminuirebbe l’effetto della formula magica. E le formule non cambiano. Del resto, gli AC/DC esistono dal 1973, Angus Young ha sessantacinque anni ed e’ rimasto piacevolmente imprigionato nella sua tenuta da scolaro terribile e disubbidiente. La sua chitarra e’ sempre fluida, tagliente e coinvolgente. Brian Johnson nonostante i problemi di salute e’ tornato in pista e la sua voce aspra continua a graffiare e a scuoterci. La chitarra ritmica e’ impugnata da Steve Young, nipote di Angue e Malcom.Questa continuita’ familiare, con i piu’ giovani (anche se Steve non e’ un ragazzino…) che prendono il posto dei piu’ vecchi accomuna gli AC/DC a gruppi come Allman Brothers Band e Strana Officina/Cappanera. L’inossidabile sezione ritmica formata da Cliff Williams al basso e da Phil Rudd alla batteria continua a martellarci metronomica e implacabile. E allora com’e’ questo Power Up?E’ un disco degli AC/DC. E quindi e’ massiccio, chiassoso, trascinante, energetico. Ci fa muovere le gambe e ci spinge a riprendere la nostra personale air guitar. Ci scarica di tutte le tensioni che questi tempi difficili ci fanno accumulare. E dopo staremo sicuramente meglio. Proprio come se avessimo preso la medicina giusta. Come se avessimo recitato la nostra preghiera. Come se avessimo bevuto la nostra birra preferita. Assodato tutto questo, Power Up e’ un disco valido, non il capolavoro della band ma cio’ che la band e’ giusto faccia. Descrivere uno per uno i dodici brani non avrebbe molto senso. Conviene abbandonarsi alle note trascinanti di Realize, Rejection, Shot In The Dark, Through The Mists Of Time, Kick You When You’re Down, Witch’s Spell, Demon Fire, Wild Reputation, No Man’s Land, Systems Down, Money Shot e Code Red. Prendere o lasciare. It’s Only Rock And Roll But We Like It! Let there be rock, let there be roll, let there be AC/DC!
Voto: 8/10
Silvio Ricci















