Con le radici nella mia Sicilia, questo meraviglioso combo unisce, musicalmente, la meravigliosa Italia, avendo base, ormai da anni, in Lombardia, ma con l’innesto di Daniele Ferru, uno dei musicisti sardi più talentuosi alla batteria, accresce ancora di più la varietà di suoni e colori.
Partita come one-man band grazie a mister Roberto Messina, una delle menti geniali e malate che diede i natali agli immensi Sinoath (di quei gloriosi anni conservo gelosamente, seppur in versione cd, il mitico “Still In The Grey Dying”), nel corso degli anni è diventata una realtà a tutti gli effetti, muovendosi tra sonorità doom e gothic, ma inserendo anche un meraviglioso tocco dark, come non si sentiva da tempo immemore.
Ho l’arrogante pretesa di credere che questo lavoro piacerà a molti di quelli che, come me, hanno qualche primavera sulle spalle, ma sono altrettanto certo che affascinerà anche un pubblico estremamente giovane e voglioso di scoprire cosa la nostra Italia cova in un sottobosco neanche tanto nascosto!!!
La sezione ritmica è davvero compatta e regala un tappeto sonoro incredibile, così come la chitarra, mai esageratamente protagonista assoluta, ma capace di conquistarti anche con un assolo come quello piazzato su “Soul Colonnades”…
La band, per quanto mi riguarda, è ampiamente promossa nella sua totalità, ma permettemi un plauso a Rob, che, in questo lavoro (uscito digitalmente per Revalve Records ed in formato fisico per Violet Nebula Productions), riesce veramente a farmi viaggiare con la sua voce, capace di raccontare miti persi tra la polvere del tempo e, allo stesso farmi scendere nella profondità della mente…
Leggete con molta attenzione i testi (non erano presenti nel mio presskit, ma sono andato a recuperarli) ed assaporerete la profondità culturale di questo dono che, proveniente dall’abisso più profondo dell’animo di chi lo ha concepito, è stato capace di sconvolgermi sin dal primo ascolto.
Brani quasi tutti di durata non indifferente, ma mai noiosi, anzi, proprio i più lunghi risultano essere carichi di sorprese, come la title track, che inizia con un tappeto elettronico, che mi ha riportato alla mente certi sperimentalismi di un Artista italiano della prima metà degli anni ’70 , per poi trasformarsi in un pezzo che troverei senza problemi negli ultimi lavori di alcune band storiche provenienti dalla terra di Albione…
Non voglio aggiungere altro, se non quello di godere di questo immenso lavoro, partendo proprio dalla front cover, che con l’Angelo/Rettile e con il verde, richiama il concept del precedente “Nibiruan Chronicles”, sarà il richiamo di quegli occhi, sarà la voce di Rob, saranno le magie create da Frans, Vinz e Daniele, ma…non esiste fuga per me!
“…the black over your eyes will come, burning senses and beating hearts…”
Voto: 8.5/10
Francesco Yggdrasill Fallico















