Gli ABORYM tornano a far parlare di sé e lo fanno nel modo più rumoroso possibile. La band italiana, tra le realtà più innovative e radicali dell’industrial extreme metal internazionale, ha annunciato il completamento e il mixaggio del nuovo album in studio, intitolato “Metachaos”, svelando al tempo stesso gli ospiti che hanno contribuito alla realizzazione del disco.
Per questo nuovo capitolo discografico, il gruppo ha riunito una vera e propria “all star” del metal estremo, composta da amici di lunga data e musicisti che hanno lasciato un segno profondo nelle rispettive scene di appartenenza. Collaborazioni pensate per amplificare ulteriormente la violenza sonora, l’atmosfera claustrofobica e la continua tensione sperimentale che da sempre rappresentano il marchio di fabbrica degli ABORYM.
Tra i nomi più prestigiosi figura Patrick Mameli, fondatore, cantante e chitarrista dei leggendari Pestilence, autentici innovatori del technical death metal europeo.
Spazio anche a Chris Cannella, già chitarrista dei Deicide e oggi attivo con Malevolent Creation, Autumn’s End e Bloodmoon Ritual, pronto a mettere al servizio del progetto il suo approccio chitarristico aggressivo e devastante.
Tra gli ospiti compare inoltre Tommy Talamanca, musicista, produttore e sound engineer di fama internazionale, noto soprattutto per il lavoro svolto con i Sadist, una delle band italiane più influenti nel panorama progressive death metal.
A impreziosire ulteriormente il disco ci sarà il contributo del norvegese Noralf Venås, chitarrista degli Helheim e già membro di Syrach e War Pigs, mentre la componente vocale verrà arricchita dalla presenza di Tapio Wilska, storica voce dei Finntroll e attualmente impegnato nei Survivors Zero e nei Sörnäinen.
“Metachaos” ospiterà inoltre una collaborazione speciale con Brisen, ex Dungeon e figura pionieristica dell’underground black metal italiano dei primi anni Novanta.
«Gli ABORYM hanno sempre rappresentato contaminazione, collisione e caos», spiega la band. «I musicisti coinvolti in “Metachaos” non sono semplicemente degli ospiti: sono artisti e amici che ci hanno aiutato a spingere l’album verso territori più oscuri, brutali e imprevedibili».
Secondo quanto anticipato dal gruppo, il nuovo lavoro si configura come un feroce ritorno alle sonorità che hanno segnato alcuni dei capitoli più celebrati della loro discografia, richiamando lo spirito di album come “With No Human Intervention”, “Generator”, “Kali Yuga Bizarre” e “Fire Walk With Us”.
Se le promesse saranno mantenute, “Metachaos” potrebbe diventare uno dei dischi più violenti, disturbanti e intransigenti mai realizzati dagli ABORYM.
L’avvertimento della band è tanto semplice quanto eloquente: preparatevi ad affrontare qualcosa che vi farà male.
















