Chi l’avrebbe mai detto, all’epoca di “Subconscious Terror”, che i deathmetallers “caciaroni” e brutali Benediction sarebbero arrivati a cotali livelli una trentina d’anni dopo? Il gruppo inglese, uno di quelli che ha fatto la Storia della Nuclear Blast, è arrivato all’ottavo album con questo “Scriptures”. Un album relativamente rifinito, ben prodotto e ben suonato. I Benediction attuali basano il loro operato musicale su di un Death Metal dalle solide radici piantate nel Thrash, pur mantenendo l’elemento “oscuro” dei testi e della voce growl, monotona quanto “meravigliosamente” eccessiva, appannaggio esclusivo del genere Death Metal. I nostri si sono, per così dire, “evoluti” rispetto al passato, questo è sicuro. E gli eccessi “brutali” dei loro esordi sono stati pazientemente limati via per far posto ad un sound sì energico ma capace di interessare anche chi non sguazza in territori musicali particolarmente “putrescenti”. Il disco è oltremodo caratterizzato da liriche sempre consuetamente oscure, ma trattate con una parvenza quasi “mistica” (un titolo come “We Are Legion ” la dice lunga sulle loro tipiche argomentazioni). Cosa dire, in finale? Un tipico disco à la Benediction, energico e senza caotiche sbavature, che presenta solide composizioni “mosheggianti” ed energiche, una produzione corposa quanto pulita… un disco insomma che, nonostante il moderato “alleggerimento” di facciata accaduto negli anni ai ‘diction, rappresenta tutta l’esperienza ultra-trentennale di una band ormai considerabile “storica” in quanto facente parte della più attempata scena Death internazionale. Certo, se si vuol andare oltre al limitato sotto-genere proposto dalla band, non è il disco che fa per voi. Ma a chi ama il classico Death Metal leggermente “ottantiano”, “Scriptures” potrebbe dare un bel po’ di emozioni positive.
Voto: 7/10
Alessio Secondini Morelli















