Dell’ultimo album dei Kataklysm, che è ben il quattordicesimo della loro longeva carriera discografica, impressiona, oltre alla tecnica superiore a parecchie Death Metal bands tra le più brutali, la gravità delle chitarre elettriche. Credo che non si tratti di semplice downtuning, probabilmente i nostri canadesi d’assalto utilizzano chitarre a 7 corde… se non addirittura ad 8! Mai sentito nulla del genere in un disco Death Metal. Del resto, è da quando i Kataklysm hanno dato una decisa sferzata verso il Melodic Death rispetto agli esordi puramente brutali, che si sono dati peso di sperimentare sempre nuovi territori espressivi. La loro musica rimane brutale e d’impatto, ma a tratti l’operato dei nostri sembra avvicinarsi ai gorefest dei tempi migliori. La tecnica non latita nel quartetto, così come la “frenesia” dei ritmi. Di sicuro, se una strada può palesarsi oggi giorno come evoluzione del Death Metal più d’impatto, quella può senza meno esser rappresentata da “Unconquered”, ultimo bestiale e ultra-tecnico platter dei Kataklysm. Che pur, a livello di potenza sonora, non fanno prigionieri. Eh no. Benvenuti nel mondo del Death Metal evoluto!
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















