Oh ma come ci battono i russi in fatto di Power Metal. Questo è il secondo album dei Selenseas, e pare, il primo cantato in lingua inglese anziché in idioma locale. E non ci posso credere, quasi! E’ un album Power Metal piacevole e senza stereotipi. La musica dei Selenseas è progressiva, super-epica (“Asgard”), folkeggiante a tratti soprattutto nelle parti vocali (“Frigate”), incorniciata da arrangiamenti di keyboards davvero… belli, nonché marginalmente arricchito da strumentazione folk (segnalo in questo senso la presenza di Sergey Lazar dei mitici Arkhona su “The Revenge Of The Ifrit”). E… le chitarre non sono da meno. Inanellate in arrangiamenti complessi e allo stesso tempo potenti. E nonostante la prolissità dei 55 minuti dell’album in questione, l’ascoltatore non ha tempo di annoiarsi. Troppo coinvolgente e ben fatto questo “The Outer Limits” appare. Diciamo che i nostri si attestano più o meno su quel filone di Power/Prog/Folk Metal che ha dato i natali a grandi bands come i faroesi Týr. Senza sbavature, con un buon costrutto delle songs a partire dalle parti vocali, sempre vicine al folkeggiante (tra l’altro, bravo e molto personale nella sua performance è il singer Mikhail Kudrey). E in più, sono dei grandissimi musicisti. Cosa si può volere di più? Un disco di qualità va premiato con una votazione consona. Davvero bravi! Vi aspettiamo in tour qui in Occidente, a insegnare a noi altri come il Power Metal debba esser artisticamente sviluppato, per non finire nel trito-e-ritrito.
Voto: 9,5/10
Alessio Secondini Morelli















