Ennesimo cover-album nel mondo del Metal. Questa volta si tratta di un super-gruppo messo su per divertimento dal mitico singer Bobby Blitz (Overkill), dall’altrettanto mitico batterista Mike Portnoy (Sons Of Apollo ed ex-Dream Theater), dal bassista Mark Menghi (Metal Allegiance) e dal chitarrista Phil Demmel (Vio-Lence). I quali hanno costituito questa band nominandola semplicemente con le iniziali dei loro cognomi/pseudonimi, concludendo subito dopo un accordo con Napalm Records e realizzando quindi un album dove “ri-metallizzano” alcuni classici del Rock (e Metal) americano d’ogni epoca. Tra brani Southern di ZZ Top e Lynyrd Skynyrd, tra Ted Nugent ed Aerosmith, tra Van Halen e Blue Öyster Cult passando per Grand Funk Railroad e Mountain, finendo addirittura a riproporre una devastante versione di “Evil” del re dello Chicago-Blues Howlin’ Wolf e “Walk Away” dei “tradizionalissimi” The James Gang… i nostri ci danno sotto con il puro divertimento e con l’energia. E questo solo possiamo prendere in considerazione per il giudizio globale. Nient’altro che un manipolo di attempati eroi del Metal americano che si divertono come forsennati a carburare distorsione ed energia nell’esecuzione di un manipolo di song classiche del Rock/Metal americano. Ascolto trascinante, molto divertente e ben prodotto, ma ovviamente… nulla di nuovo. Certo però è che ogni tanto è davvero bellissimo fermarsi e metter da parte le rispettive carriere musicali con le altrettanto rispettive bands… e vedersi tra amici musicisti per tirar fuori delle reinterpretazioni di classici con cui si è cresciuti. Solo un musicista può comprendere ciò. Il videogiocatore “professionista”, ad esempio, comprenderà altro (ad esempio, una nottata intera tra amici a risfoderare la vecchia Play per una mega-giocata all’intera saga di Resident Evil). Io sono musicista, e comprendo tutta la loro energia. E se mai questo “American Made”, disco davvero carino, dovesse tornare utile a far riscoprire certi classiconi del Rock/Metal alle nuove generazioni… ben venga!
Voto: 7,5/10
Alessio Secondini Morelli















