Avevo recensito l’esordio dei Paralydium come l’album Prog Metal più bello del 2020, ma il nuovo Mekong Delta gli si avvicina per qualità di parecchie misure. Gli storici Prog/Thrashers tedeschi, in effetti, hanno realizzato un album straordinariamente variegato ed allo stesso tempo omogeneo, ricco com’è di brani d’una frenesia tecnica ai limiti della Fusion, ma estremamente piacevoli da ascoltare. L’opera è complessa e sfaccettata, e passa per intermezzi strumentali intitolati “Landscape” numerati dall’1 al 4 intrisi di influenze Prog ed orchestrazioni classiche altamente drammatiche, ai limiti delo stile “score soundtrack”. I brani veri e propri sono molto belli, e il caposaldo è rappresentato sicuramente dalla composita suite di quasi 10 minuti titolata “When All Hope Is Gone”, praticamente un brano Prog tout-court. Il tutto incorniciato da una produzione che non è solo perfetta, ma addirittura estremamente particolareggiata, capace di rendere la musica dei MD pesantissima ed allo stesso tempo estremamente piacevole da ascoltare. Ineccepibile oltremodo la versatile performance vocale del singer Martin LeMar, potente quando serve, ricca di feeling in casi come la ballad “A Farewell To Eternity”. Non sono al corrente se questo sia un concept-album, ma è palese quanto la particolare atmosfera ed il turbinio emotivo che avvolgono “Tales Of A Future Past” possano assurgere quest’album come un indiscusso caposaldo dell’incontro tra l’energia del Metallo Pesante e le forme più complesse e d’avanguardia del Prog. I Mekong Delta sono una band storica proveniente dagli anni ’80, ma ancora oggi paiono all’avanguardia. Tenetelo bene a mente.
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















