Dopo l’Ep omonimo realizzato nel 2018, i No Such Season di Marysville, si presentano con il loro primo full-length, uscito per Sliptrick Records, che ci dimostra che sono molto interessanti anche sulla lunga distanza. L’esordio sulla lunga si chiama “U.A.F.”, che dalle loro indicazioni sta per “Undeground As Fuck”.
L’apertura è già una badilata mica da ridere e definisce l’andazzo di tutto l’album. Ci troviamo di fronte a stilemi doom e stoner misti ad un pizzico di grunge e sonorità settantiane e ad un tributo ai Black flag e Body count. Produzione pulita pur lasciando una certa dose di polverosa rabbia e di saturante sudore.
La voce ha dei rimandi parecchio Seattle sound anni ’90. Se dovessi fare una similitudine direi Layne Staley degli “Alice in chanis” con una dose Disturbed che non guasta per le tracce ruvide e tirate, mentre una propria vocalità nelle parti meno aggressive.
Ottime le chitarre anche se leggermente ovattate, il basso saturo molto interessante che con la batteria, leggermente troppo secca, rende amalgamata la dicotomia di questi suoni secchi e corposi che sono all’interno di questo album. La cosa interessante di questo album è che oltre ad avere undici tracce più tre radio edit di tre brani della tracklist (con variazioni minime rispetto a quelle “da album”), che sono ci sono un caleidoscopio di emozioni e di sonorità.
Persino la ballad non ha nulla di amoroso, ma anzi ha una carica parecchio oscura.
E’ palese che i No such season vogliano dare sfogo alle loro radici musicali e presentare quello che sono, partendo da chi erano e da chi li ha ispirati.
“Down river”, “Urban death groove”, “0300”, “Soiree (Party)” e “Giant” sono le tracce che più di altre mi hanno colpito e che mi hanno appassionato. Come sempre vi dico fate vostro l’album e ascoltatelo poi decidete le vostre.
I No Such Season hanno presentato un lavoro di alto livello. Mi premetto solo di dire che sarebbe stato meglio, ma siamo più nell’ambito del piacere personale, se la batteria avesse meno picco e più morbidezza sul rullante. In ogni caso per essere il primo lavoro come “Lp” è un lavoro molto interessante e direi che la band va seguita.
Voto: 7/10
Alessandro Schümperlin















