Prima di iniziare la recensione voglio fare una precisazione secondo me alquanto dovuta: questo non è il nuovo album della band nominale di Mr. Geezer Butler storico bassista dei Black Sabbath. Potrebbe nascere l’equivoco, quindi lo diciamo immediatamente così ci leviamo il pensiero prima di subito (quando poi Mr. Butler realizzerà un nuovo album, sarà lui stesso a decidere se perseguire le vie legali per l’esclusività del nome). Ed ora passiamo alla musica presente sul quarto album di questo sfavillante trio proveniente da Kingston (NY). La bellissima illustrazione di copertina, così lisergica e fumettistica, dice già tutto sulla musica dei nostri. Che ci propongono una vincente miscela di Stoner Rock spesso tendente alla pura improvvisazione ed alle suggestioni più spaziali e psichedeliche di derivazione Hawkwind. La produzione è ottima, con chitarre e bassi filtrati in una meravigliosa quanto classica distorsione “Fuzzy”, che evidentemente andava riscoperta prima o poi nel miglior modo possibile. Ecco, questa è l’occasione! La musica dei Geezer fa davvero faville. Ed è veramente appropriata per certi suoni alquanto vintage. I nostri non fanno neppure mistero di possedere un’anima parecchio “blueseggiante”, che si profonde negli assoli di chitarra e in un’ottima performance vocale roca e zeppa di feeling da parte del chitarrista/cantante Pat Harrington. Entrambi gli elementi sono combinati in maniera eccellente nella bella “Awake”, con la sua vincente melodia vocale accompagnata da un organo hammond che sa tanto di Space Rock. L’album fa poi onore al suo titolo, perché è costruito su dei ritmi meravigliosamente “grooveggianti”, con quelle belle parti di batteria “di una volta”, ricche di frizzantissimi filler e con largo uso di “cowbell”. Alla fin fine: cosa ci voleva oggi giorno a fare un album con la massima votazione? I risicati stilemi dello Stoner più spaziale, un po’ di buon songwriting ben cesellato, la basilare ma ottima produzione garantita dall’italianissima Heavy Psych Sounds… ed il gioco è fatto!
Voto: 10/10
Alessio Secondini Morelli















