La storia degli svedesi Sorcerer inizia nell’ormai lontano 1988, precisamente in quel di Stoccolma, città a dir poco spettacolare i tutti i sensi possibili e immaginabili sia a livello musicale sia su tutto il resto. Nel 1995, dopo solo due demo pubblicati, la band interruppe il proprio cammino, salvo riprenderlo poi nel 2010 in occasione del famoso Hammer Of Doom Festival, che si tiene in Germania. Da quel momento gli album pubblicati fin qui sono tre, diciamo non certamente prolifici ma comunque molto sostanziosi nei contenuti, come si dice spesso: meglio pochi ma buoni. Ultimo in ordine di arrivo quindi è questo nuovo e scintillante Lamenting Of The Innocent, che vede al proprio interno dieci tracce, intro compreso. Il genere che contraddistingue i Sorcerer, consiste in un heavy doom metal dal taglio abbastanza epico e grigio, che in questo nuovo lavoro non è stato modificato assolutamente rispetto al passato. Quando partono le note dei cinquantasette secondi di Persecution, siamo già in fibrillazione, perché percepiamo fin da subito che questo disco sarà parecchio emozionante e molto interessante dato il nostro particolare apprezzamento verso le sonorità cupe e rallentate ma che riempiono i nostri padiglioni auricolari di potenza sonora fatta da bordate di metallo incandescente. Il groove che ricorda molto i vecchi e gradi Candlemass s’impadronisce subito di The Hammer Of The Witches, brano davvero ben strutturato e perfettamente inserito in un contesto moderno in cui ci troviamo al giorno d’oggi. Quando partono le note della successiva e title track Lamenting Of The Innocent, ci si chiede cosa mai potrà esserci dopo questa superba traccia che trasuda puro doom metal da ogni parte. Uno dei brani doom più belli che sia stato ascoltato qui da un bel po’ di anni a questa parte. Non possiamo neanche resistere al mood della particolare e heavy Institoris, altro brano che farà la felicità di molti sostenitori del genere ma anche del metal in generale, perché i Sorcerer hanno la capacità di riuscire a unire svariate correnti musicali anche diverse tra loro. Praticamente questo nuovo e attesissimo Lamenting Of The Innocent, si candida a essere uno dei migliori album heavy del 2020. I brani pur rischiando effettivamente comunque una troppa vicinanza ai Candlemass sono dannatamente affascinanti, accattivanti e trascinanti, portando l’ascoltatore a dimenticare quasi subito questo piccolo fattore di similitudine con i colleghi più famosi. Poi guarda caso sul brano Deliverance c’è un certo Johan Langquist (Candlemass…) come special guest…sarà un caso? Rimane il fatto comunque che il disco in questione è veramente ben strutturato, magicamente eseguito e prodotto, vale veramente la pena inserirlo all’interno degli album più belli della nostra amata collezione.
Voto: 10/10
Sandro Lo Castro
















