Il cantante “storico” degli Styx, Dennis DeYoung, decide di salutarci. Questo doveva essere l’ultimo album ma… i brani erano davvero tanti, così d’accordo con la mitica Frontiers Records, si è deciso di pubblicare il tutto in due “Volumi” separati, di cui questo è il primo. Il titolo sta ad indicare l’indirizzo della strada di Chicago in cui il nostro abitava, quando mise su una band che divenne la cellula embrionale di ciò che sarebbero diventati gli Styx. Bando alle ciance, parliamo della musica. L’album è veramente ottimo. Innanzitutto la voce di Dennis, ancora oggi fantastica e versatile come non mai. E poi… che songs. Siamo sempre nel settore del Rock Melodico Americano, però il materiale di cui si compone l’album è talmente energico, e zeppo di mood musicali assortiti (ottimizzato poi da una produzione perfetta) che mi è davvero difficile scegliere una traccia preferita. Sono tutte belle! Mi limito quindi a segnalare un duetto con Julian Lennon sulla ballad “To The Good Old Days” ed una “The Promise Of This Land” con accentuate influenze Gospel. Ma globalmente, posso testimoniare che “26 East, Vol.1” è un album che nasce da un forte e distintivo spirito positivo. Dennis sicuramente avrà attinto creativamente dall’energia e dalla grinta che da sempre lo ha contraddistinto, e l’album che ne è scaturito fuori è assolutamente incantevole. Energico, eclettico, ricco del consueto mood rockeggiante e caratterizzato da parti vocali assolutamente superlative (non sembra un cantante sul punto di ritirarsi, onestamente parlando). Molti sono anche gli ospiti che hanno partecipato all’album (mi limito a segnalare il The Chicago Children’s Choir condotto da Josephine Lee), e questo testimonia una cosa importante: il carisma di Dennis DeYoung è travolgente, oltre che per bravura, anche e soprattutto in virtù della positività che sa trasmettere al prossimo. Questo credo sia importante. Ed ora… attendiamo con trepidazione il secondo volume.
Voto: 10/10
Alessio Secondini Morelli















