Fresca e vitale è la proposta degli svedesi Horisont. “Sudden Death” è il titolo del loro nuovo album, il sesto. I nostri si indirizzano al consueto, ancora oggi scintillante ed energico linguaggio del Rock/Hard Rock degli anni ’70, tra doppie chitarre rimembranti i Thin Lizzy e keyboards progressive di rara bellezza. Ma quel che conta di più, è che le canzoni sono tutte costruite su delle vocals corali particolarmente azzeccate. L’influenza Hard è però solo una delle sfaccettature del caleidoscopio della loro musica. Il più delle volte ci troviamo difronte delle canzoni deliziosamente melodiche ed assieme piene di energia. Probabilmente i nostri tengono nel cuore quel magico periodo settantiano in cui le Rock Bands erano capaci di riempire gli stadi e far cantare coralmente l’intera platea. Abbiamo anche un’interessante traccia, “Archaeopteryx In Flight”, dilatata da passaggi strumentali di tastiera ed assoli di chitarra dall’autentico feeling Rock-Blues. In genere, l’anima più genuinamente Hard del gruppo emerge con brani come “Reign Of Madness” e l’iniziale “Revolution”, ma sempre mediata da cori melodici che rendono la loro proposta convincentissima e alquanto “poppeggiante”, che potrebbe forse rimembrare i migliori Cheap Trick. Il tutto mediato da una produzione cristallina e potente. Capace di far risaltare la bellezza degli arrangiamenti delle songs nel loro complesso. La genuinità delle composizioni e la carica giusta delle melodie si tocca con mano in questo disco. Senza alcun dubbio, un esempio lampante su come ancora oggi la musica Rock, scevra da qualunque sottoclassificazione, si riveli ancora perfettamente vitale. Basta sfoggiare il giusto songwriting… Un album così, nel 2020, ha il compito di ricordare ai meno giovani, e rivelare ai più giovani, COSA sia stato e COSA ha potenzialità di essere ancora oggi il Rock con la R maiuscola.
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















