Ottimo album da parte di Demoghilas, one man band del sud Italia che si rifà molto alle sonorità industrial ed elettroniche degli anni Novanta, e che riesce comunque a divincolarsi tra le sue molte influenze, tra cui il dark, il doom e il gothic, che formano il principale terreno su cui si muove questo artista.
I pezzi sono di una durata medio-lunga, e hanno tutti a che fare un po’ con un concetto di spettacolarizzazione del rock e del metal che molto ha in comune con band come Lordi, Death SS e Alice Cooper. In questo senso è interessante notare come anche Alfred Bestia, unica mente dietro questo progetto, si trucchi in maniera decisamente pesante e inquietante…Un viaggio sonoro oscuro e magniloquente, sebbene questo musicista mantenga una impostazione di base tecnicamente non esasperata, ma anzi, abbiamo dinnanzi a noi un prodotto che fa della semplicità la sua prerogativa.
Gli episodi sono tutti perlomeno interessanti, non vi sono grandi tonfi. Certo, non ho trovato nemmeno un brano che possa essere una hit assoluta, ma nel complesso direi che almeno metà dei brani sono di qualità molto elevata. Quelli più riusciti sono quelli dove la voce diventa più incazzata e la base ritmica si fa più immediata e in your face. Altre canzoni risultano forse un po’ prolisse e inconcludenti, sebbene mantengano un livello di fantasia compositiva sempre elevato.
Un nuovo album , questo “Gallows Hood” che riesce a dire molte cose, ma che fa intendere che molte altre ne verranno ancora dette e sviluppate ancora meglio.
Voto: 7/10
Salvatore Drugo















