L’ultimo album del Maestro dei Guitar Heroes Joe Satriani si basa su dei concetti, musicali e non, molto semplici. A partire dal titolo, “Shapeshifting”, il nostro cerca di costruire dei mood, degli ambienti estremamente variegati per poi colorarli con la sua magica chitarra. Stanco del funambolismo da shredder, il caro Joe preferisce adottare la tecnica dell’adattamento sonoro in diversi ambienti. E così come nello straripante e gioioso Rock di “Big Distortion”, il nostro si trova a proprio agio con le atmosfere languide di “Teardrops” e “All For Love”, tanto quanto negli ambienti Blues danzerecci di “Perfect Dust”, nella frenesia tutta giovanile ed ottantiana di “Nineteen Eighty” o con il mood reggae di “Here The Blue River” e il finale bucolico e simil-country della finale “Yesterday’s Yesterday”. La chitarra di Satriani, eccelsa tanto nella tecnica quanto nell’espressività, e sempre estremamente curata nei suoni, dimostra così ancora una volta di essere davvero… mutaforme. Nel navigare attraverso l’ecletticità, nell’assortimento variegato di stilemi, mood e ambienti sonori, il nostro trova la sua natura più completa. Complimenti!
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















