All’indomani dell’uscita di “Materia” intervistiamo gli Heil To The Empire, che ci sveleranno i loro piani futuri. Nonostante il lockdown pare che molto bolla in pentola…
Buongiorno a voi Heil To The Empire! Benvenuti sulle pagine telematiche di GiornaleMetal.it
Ciao, e grazie per questa opportunità.
Il vostro primo album è uscito a febbraio. Tanto per cominciare, potete dirci secondo voi quali sono i punti di forza di “Materia”? A livello di produzione, compositivo… se potete fateci un veloce track-by-track…
Quando abbiamo iniziato a comporre canzoni non ci siamo dati nessun tipo di limite, né compositivo, né di struttura delle canzoni. La nostra musica ci caratterizza e rappresenta le nostre personalità di uomini ormai, con tutto quello che ne consegue. Negli anni ’80 e ’90 con i nostri primi passi nella musica e le nostre prime esperienze, sprigionavamo più rabbia, grinta… poi negli anni 2.000 eravamo più introspettivi e sperimentali… oggi siamo totalmente istintivi e immediati. Lo si sente in ognuna delle canzoni di MATERIA, dalle quali penso (e spero) traspaia la nostra energia e la nostra passione. Ci siamo messi tutti in discussione perché ognuno di noi ha fatto cose nuove… ci siamo spinti a vicenda verso terreni mai esplorati spronandoci l’un l’altro a dare di più… a dare il meglio… I testi esprimono perfettamente la nostra rabbia ed ogni prova che facciamo è una incredibile valvola di sfogo per tutti noi. La produzione è stata curata da Giorgio Baù, un produttore che vanta grandi collaborazioni e che ci ha aiutato a trovare un po’ di personalità in più… Quando abbiamo finito le registrazioni e ci siamo trovati in mano le canzoni finite abbiamo impiegato qualche giorno per trovare la struttura finale e l’ordine delle canzoni in modo da generare, nell’ascoltatore che vorrà darci fiducia e ascoltare MATERIA dall’inizio alla fine, un’onda di energia che gli permetta di respirare a fondo i nostri singoli stati d’animo. Partiamo dal primo brano BY YOUR HATE, un pugno in faccia pieno di energia per chi ascolta, proseguendo con IF I WAS GOD che continua a lavorare ai fianchi l’ascoltatore, regalando un ritornello aperto e con atmosfere più pacate. NO TIME LEFT è un mid tempo cadenzato ossessivo e martellante con un altro ritornello che lascia navigare la mente anche grazie all’inserimento di una linea vocale femminile che ha riempito quel vuoto che tutti sentivamo…secondo noi un contrasto che spiazza ma alla fine diventa protagonista. È la volta di SAVE ME AGAIN, un altro mid tempo che è stato il primo brano composto con questa formazione… una strofa psichedelica, sfocia in un ritornello con molta melodia, grazie anche all’ottimo lavoro di Ermes che ha dovuto portare le sue corde vocali a visitare spazi inesplorati. NOTHING TO SAY ANYMORE è un altro brano in cui abbiamo cercato di mettere un buon mix tra riff potenti, rabbia e melodia… THE GAME ci ha portato a dare spazio alla chitarra di Vinnie che ha composto l’ennesima strofa di granito. MATERIA si chiude con la nostra “ballad” YOU KNOW WHO YOU ARE, il brano in cui concediamo un po’ di respiro all’ascoltatore e gli diamo appuntamento al prossimo ascolto.
I testi parlano delle nostre esperienze di vita, non ci facciamo prendere da politica o religione (anche se ognuno di noi ha le sue idee ben radicate), ma raccontiamo le nostre esperienze e ciò che ci ha segnato.
Siete una band di veterani. Ognuno di voi ha fatto parte in passato di varie bands, e avete sperimentato molti tipi di metal. Come vi presentereste al vostro potenziale pubblico? Cos’ha la musica degli HTTE che fa veramente la differenza al giorno d’oggi?
Siamo sempre stati solari e sereni, in ogni trascorso che abbiamo avuto. Chi fa musica, a qualsiasi livello, lo fa perché ha una passione, ma soprattutto perché ne ha bisogno. Se non avessimo speso metà delle nostre vite a sudare suonando dentro un’umida cantina, chissà dove saremmo oggi… probabilmente dentro una cella in qualche carcere di massima sicurezza! :))))))) La musica è la forma d’arte più strana… non è un dipinto che puoi ammirare per ore; non è una scultura che puoi toccare e rimirare… ma è un suono che, nel momento in cui lo ascolti, è già passato…e la buona musica è in grado di lasciare delle emozioni del cuore dell’ascoltatore: rabbia, tristezza, malinconia, gioia, felicità… qualsiasi emozione venga generata dalla nostra musica per noi è un successo. Dire che la nostra musica “fa la differenza” sarebbe mentire spudoratamente. La nostra musica ci fa stare bene, e speriamo di dare questa sensazione di benessere anche a chi ci ascolta.
Le vostre precedenti bands hanno avuto indubbiamente effetto formativo su di voi e sul vostro stile. quali di queste ancora attive? Avete anche dei side-projects?
Abbiamo suonato con tante band e ci siamo ritrovati in una sala prove perché, come detto, ne abbiamo bisogno. Ermes ha una band, i GIUDYBRUTTO, con cui fa cover e calca i palchi di mezza Italia, ma prima di iniziare gli H.T.T.E. ognuno di noi si limitava a suonare il proprio strumento da solo, in una camera senza nessuno intorno… tornare a suonare insieme è stata una cosa pressoché naturale, quasi obbligatoria!
Complimenti per il vostro videoclip promozionale. Molto “agitato” e simpatico. Quelli che vediamo sul palco con il trucco black metal sono davvero i vostri figli? Raccontateci un po’ come lo avete realizzato.
Ebbene sì: sono davvero i nostri figli che ci fanno la “caricatura” nel video… L’idea, questa mini storia, viene da Mirko: una sera dopo una prova, davanti a una birra, ci ha raccontato la sua idea, e ci è sembrata subito una grande trovata! Abbiamo contattato diversi registi, ma Andrea De Taddeo ci è sembrato aver capito subito l’intenzione del video e ha apportato alcune trovate che lo hanno reso molto più simpatico e imprevedibile… nei 4 minuti di durata della canzone è riuscito egregiamente a rendere chiara e divertente una storia che ci sembrava irrealizzabile. Inoltre è stato bravissimo a far sentire a loro agio i nostri figli durante le riprese, perché un’altra grande incognita era: ”Saranno in grado di girare il video senza vergognarsi e seguendo le direttive del regista?” che anche in questo è stato all’altezza della situazione.
Pensate che il Metal oggi giorno possa avere un futuro?
Il Metal… la musica in generale sta attraversando una grossissima crisi. Una elevata percentuale di chi sbarca il lunario oggi non ha mai fatto una prova con altri musicisti ma si è limitato a scrivere canzoni in una cameretta e promuoverle sul web… Noi mandavamo i nostri CD alle riviste in una busta, spesso raccomandata con ricevuta di ritorno, e aspettavamo settimane prima di sapere se erano arrivate o no… oggi mandi email con file che arrivano immediatamente!!! Il mondo si muove più veloce (forse troppo veloce!). Le nuove leve non sanno cosa vuol dire GAVETTA. Nella nostra storia musicale vantiamo orgogliosamente di aver suonato su centinaia di palchi di 5 metri quadri, amplificando solo la voce, ma anche sul palco del GODS OF METAL nel 99 coi PWR e altri festival importanti con altri progetti…e siamo sempre usciti a testa alta da ogni situazione. Il mondo della musica è cambiato… il modo di far musica è cambiato… ma non per noi, che continuiamo imperterriti a sudare in una calda ed umida sala prove per l’amore della musica.
A livello di promozione live, cosa bolle in pentola per i HTTE?
Bollivano in pentola un bel po’ di cose… ma il nostro amico COVID-19 ha devastato i piani anche a noi! Probabilmente il mondo dei concerti sarà l’ultimo a ripartire, e quando ripartirà noi avremo già un nuovo album! ;))))
Bene l’intervista volge al termine. Salutate chi volete.
Grazie per questa bella intervista, vogliamo dare un abbraccio virtuale a chi ascolterà MATERIA e condividerà con noi le emozioni che cerchiamo di trasmettere. CHE LA MUSICA SIA SEMPRE CON VOI!
Intervista raccolta da Alessio Secondini Morelli















