Dopo tanti anni di assenza, si sta confermando come una band stabile e continua quella dei genovesi Malombra, autori di una musica sempre più complessa ma anche sempre più intrigante e notevole.
Dopo TRES del 2023, arriva “Soffitta Macabra”, sempre per la benemerita etichetta Black Widow, una serie di brani cantati in italiano, tranne uno, “Miracle of Love”, una specie di ballata che si conclude in modo molto aggressivo, per il quale i Malombra hanno scelto l’inglese. Il tutto improntato a un prog anni settanta, ma molto personale e variegato, ma certamente cupo e tetro.
Se “Un’ultima mezzanotte” è una introduzione tutt’altro che banale che ricorda uno dei gruppi più importanti del genere, gli Area, specialmente nella narrazione di Mercy, “Contro il mondo, contro la vita” è una cerebrale invocazione al cosmo e alla natura, supportata da chitarre ruvide e dark.
“Memento” ha un’impronta funebre e anche il testo conferma questa impressione, con un cantato evocativo e pienamente inserito nel testo, con le chitarre sabbathiane a sottolineare questo mood, per un gruppo dalle ottime risorse tecniche : Renato “Mercy” C. (voce), Matteo Ricci (chitarre, synth), Fabio Cuomo (batteria, synth, cori) , Daniele Gasparini (basso, synth, percussioni, cori) Mauro Sciaccaluga( chitarre) e Fulvio “Flux” M (tastiere, synth).
La title-track è una lunga suite di 13 minuti, che mutua il nome da una delle più enigmatiche correnti di arte di retro-avanguardia del ‘900, appunto “Soffitta Macabra”. Il brano racconta un sogno molto psichedelico, un quadro onirico che ben si adatta alla descrizione musicale, molto coinvolgente, dei Malombra, che attingono alla psichedelia per arricchire un corposo prog rock. Un brano decisamente interessante, molto oscuro, ma non pesante, nonostante la lunghezza. Ci sono intermezzi in cui la song cambia decisamente atmosfera e questa variazione accresce la qualità della proposta, grazie anche a un organo che esegue una linea che viene ripetuta.
Il disco si chiude con “L’Alba dei Morti Viventi” un’altra ballata oscura, con tanto di suoni psichedelici molto marcati, anch’esso su un testo altrettanto criptico e pessimista, che diventa, nello svilupparsi, un gran pezzo prog elaborato e intenso.
Un disco meno diretto di Tres, ma molto bello, di quelli che vengono apprezzati nel corso del tempo. Sono queste le gemme nascoste della musica di un certo livello.
Voto : 8 / 10
Massimimiliano Paluzzi

















