Sicuramente un grande regalo per gli amanti dell’aor puro, quello dove le tastiere sono preponderanti, questo “Fire and Ice” sempre realizzato dalla Frontiers Records.
Issa arriva alla nona pubblicazione con l’etichetta italiana e conferma la svolta di “Armed and Dangerous” della fine del 2023, appunto in direzione di una proposta particolarmente melodica, con tutti gli ingredienti che hanno fatto la fortuna di questo notevole genere del metal.
Come nelle precedenti occasioni, il merito della qualità delle composizioni e della loro resa sonora va attribuito alla coppia di fratelli alla loro musica, James e Tom Martin, il primo alla chitarra e basso e il secondo alle tastiere, che sono certamente il valore aggiunto di questo progetto, arricchito dalla capacità vocale di Issa, cantante che preferisce i toni acuti ma che dona ai pezzi un grande fascino.
Il prodotto finale è attestato su livelli di assoluta eccellenza, con brani che procedono nella direzione di un aor piuttosto leggero, ma di ottima fattura, con linee tastieristiche che abbiamo già sentito, ma che suonano maledettamente bene .
Isabell Oversveen, il nome per esteso della norvegese Issa, mi ricorda in certi passaggi una grande interprete del genere, quella Sandy Saraya che ebbe grande successo con l’omonimo gruppo.
Come per il disco precedente, l’assenza nella line-up di un batterista è sospetta e, infatti, in molti passaggi la band sembra ricorrere a una drum machine, senza che questo, comunque, vada a detrimento della grande qualità dei brani.
Una combinazione alla Desmond Child di chitarra e synths apre il disco con “The Call of Love”, con cori molto sfumati, in sottofondo. La produzione è molto curata, con suoni definiti e vivaci. “Stranded” è uno dei brani di punta di questo disco e il video lo dimostra. Aor più rock, perfetto mix di qualità, con i cambi di tonalità di Issa che diventano il traino portante del pezzo. Ci sono assoli non particolarmente elaborati, rimanendo sempre a servizio dell’orchestrazione complessiva della composizione.
Il disco scorre e ti viene voglia di riascoltarlo subito, evento che sinceramente non mi succede sempre. Lo spirito di Didge Digital degli FM appare nel loop tastieristico che innerva “Fire and Ice”, altro grandissimo brano di Issa, come band, con una linea vocale trascinante e un assolo altrettanto notevole. Più lento “Sea of Desire”, dove spunta un pianoforte a contrappuntare il tutto. “All or nothing” ha un’anima più rock’n’roll, pur guardando sempre alla melodia. In “The Shadow of Night” la linea portante è la chitarra, sulla quale si innestano le tastiere, per un effetto davvero convincente.
“Bullet on the road” parte con un pianoforte sognante, per crescere di intensità. Un grande brano, con una interpretazione appassionata di Issa e una tastiera dal suono incantato. Suoni alla Cannata innervano un altro brano molto valido, di un disco decisamente gradevole, “Pay The Price”.
Rock più ordinario, più orientato sulla chitarra ma altrettanto gradevole, è “One step to Paradise”, ma, ripeto, il livello è alto. “Running from the night” esalta l’orchestrazione della coppia dei fratelli Martin, che a livello compositivo, per l’aor, si dimostra degna erede di certe sonorità di Desmond Child. “Waiting game” chiude l’album non discostandosi dal resto di questa produzione. Spero che possa fare parte del roster del “Frontiers Festival 2027”, mi piacerebbe vederla live…
Voto : 7,5 / 10
Massimiliano Paluzzi
















