Con Mørketid, i Mortem tornano a esplorare gli abissi più oscuri del black metal con un album cupo, feroce e profondamente legato alle atmosfere più inquietanti della tradizione norvegese. Pubblicato da Peaceville Records, il disco rappresenta un’immersione totale in un universo sonoro fatto di oscurità, aggressività e paesaggi emotivi dominati da tensione e mistero.
La band costruisce un lavoro dall’impatto potente, dove il gelo delle chitarre, le ritmiche ossessive e un approccio vocale viscerale si fondono creando un’atmosfera opprimente e affascinante. Mørketid non punta sulla semplice velocità, ma sulla capacità di evocare immagini e sensazioni attraverso composizioni articolate, capaci di alternare momenti di pura ferocia a passaggi più atmosferici e inquietanti.
La title track “Mørketid” apre il disco con una lunga introduzione al mondo sonoro dei Mortem, trascinando l’ascoltatore in una dimensione oscura e rituale. “The Mighty Odious” e “Skyggeånd” confermano la forza espressiva della band, con riff taglienti e una costruzione musicale intensa, mentre “Blodvassen grunn” mette in evidenza il lato più ruvido e aggressivo della formazione.
La seconda parte dell’album mantiene alta la tensione grazie a brani come “Aftermath” e “Den sanne Gud”, capaci di combinare brutalità e atmosfera in modo efficace. “Mørkets ormebol” rappresenta uno degli episodi più coinvolgenti del disco, con un crescendo oscuro e trascinante, mentre la conclusiva “Ditt ødes ære” chiude il viaggio con un’impronta solenne e malinconica.
Mørketid è un album che guarda alla tradizione del black metal più oscuro senza risultare un semplice esercizio nostalgico. I Mortem riescono a creare un lavoro coerente, intenso e ricco di personalità, capace di soddisfare gli appassionati delle sonorità più estreme e di confermare il valore di una band ancora animata da una forte identità artistica.
Un disco gelido e affascinante, dove il buio diventa materia sonora e ogni traccia contribuisce a costruire un’esperienza immersiva e disturbante.
Voto: 7/10
Maurizio Mazzarella
















