Partendo dalla copertina, raffigurante quello che rimane (solo ossa e qualche brandello di carne…) di un corpo umano, adagiato su un vassoio e posato su una tavola da pranzo (total splatter quindi) del terzo disco degli americani Sabiendas, si può già capire cosa ci troveremo ad ascoltare, cliccando sull’icona play del nostro lettore multimediale. Death metal puro, crudo e violento come da migliore tradizione americana richiede. Repulsive Transgression, questo il titolo di questo lavoro, pubblicato dalla tedesca Massacre Records, che da anni ormai è il punto di riferimento europeo e non, per quanto riguarda anche il genere qui proposto. Sanno il fatto loro, i Sabiendas, che iniziano subito alla grande con una poderosa e possente The Human Centipede, brano ricco di tecnica e potenza divoratrice, che presenta comunque anche forti richiami agli europei Vader. All’interno dei brani troviamo tutti i classici meccanismi che muovono un genere assai rimaneggiato come il death, dove in questo caso sono stati lasciati assolutamente puri e chiaramente old school oriented, come si può continuare ad ascoltare sulla successiva e granitica General Butt Naked. Questa band non ha messo assolutamente nulla di nuovo in campo, attenzione, quindi per molti degli ascoltatori potrà sembrare effettivamente di avere già ascoltato molti lavori simili a questo. I brani comunque funzionano molto bene, anche perché sono strutturati in maniera davvero convincente e trascinante, come nel caso di Savagery And Bloodthirsty, in cui arrivano ad avvicinarsi in alcuni momenti, paurosamente ai Cannibal Corpse. Probabilmente la band vuole solo rimanere intransigente e stabile all’interno del proprio circuito puramente death metal, cosa che non dispiace affatto, perché è sempre un piacere ascoltare del buon, tecnico e brutale death metal dove trovano spazio anche: Served Cold, The Siege e The Grey Man, un tris tutto da assorbire in sol colpo, tanta è la potenza scaturita da queste tre tracce. Questo nuovo disco si chiude con altre tre canzoni che rispecchiano ancora una volta la fedeltà dei Sabiendas verso il death metal più intransigente, dove tutti quelli che sono cresciuti a suon di Malevolent Creation, Sadus, Dying Fetus e simili, troverà di che gioire nel modo più assoluto.
Voto: 7.5/10
Sandro Lo Castro















