La Svezia non è patria solo del Viking Metal o del Gotheborg Death: ogni singolo sottogenere di metal trova, in questa nazione, dei rispettabili rappresentanti in grado di portare alta la bandiera. In un filone che non seguo onestamente molto ma di cui ne riconosco l’importanza, il power metal old school, troviamo gli Evermore, formazione molto recente ma con tutte le carte in regola per far parlare di sè fra gli amanti del genere. L’album appena uscito si chiama “Mournbraid” ed è il terzo lavoro di questa formazione.
Come dicevo poche righe fa, sono chiamati a raccolta i fan dei Judas Priest ma soprattutto i fan dei Primal Fear: credo che la combo teutonica sia la maggior ispiratrice per gli Evermore coi loro riff poderosi, gli acuti laceranti e la batteria a picchiare incessantemente. Si possono avvertire anche richiami ai Gamma Ray o agli HammerFall ma gli Evermore sembrano esser davvero gli eredi dei Primal Fear.
Il nuovo “Mournbraid” si dimostra duro come un macigno, melodico al punto giusto e molto compatto: i pezzi scorrono via veloci e non avverto nessun passo o rallentamento di ritmo: di contro, non avverto particolari scossoni in positivo, non ho trovato un pezzo in particolare da poter considerare memorabile, ma come detto prima non sono un intenditore del genere: apprezzo tuttavia enormemente il lavoro svolto dal trio Svedese e consiglio vivamente l’ascolto degli Evermore e l’acquisto di Mournbraid a tutti coloro che apprezzano le sonorità power tipicamente novantiane.
Voto: 6,5/10
Francesco “Grewon” Sarcinella















