La letteratura inglese fantasy trainata a J.R.R. Tolkien è stata fonte di ispirazione non solo per altri scrittori e poeti ma anche per tecnologie meno “analogiche” come la musica moderna e i videogiochi. In questo ultimo gruppo troviamo i Numenor, compagine Serba capitanata da Marko Miranović: “Numenor” è infatti una città molto importante dell’universo Tolkeniano, patria degli uomini dalla lunga vita. Il gruppo è attivo da ormai 15 anni e autore – almeno attualmente – di un epic/power metal che per molti versi ricorda i Warlord o gli Human Fortress. Dico “attualmente” in quanto i Numenor avevano iniziato la carriera con un black/death/folk metal e l’utilizzo esclusivo di voci sporch, voci che sono ancora presenti anche se solo come inserti.
Il nuovo album, “Runes Of Power” esce a meno di due anni dal precedente “Tales From The Edge of Time” disco-tributo ai Blind Guardian composto interamente da cover e si configura come la naturale continuazione del precedente album di inediti, Draconian Age del 2021.
Seguo i Numenor su Instagram da diversi anni e noto con piacere ed affetto che l’apprezzamento di Marko verso i Blind Guardian va oltre il tributo e l’ispirazione: pare sia molto amico di Hansi Kursh, con cui si vede spesso e collabora in diverse canzoni. La voce inconfondibile di Hansi compare anche in una canzone dell’ultimo disco ma non si tratta dell’unico ospite illustre: troviamo infatti anche Thomas Vikstrom dei Therion, Christian Eriksson dei Final Strike e Milos Stosic degli Oathbringer. Posso personalmente affermare che la scelta di questi numerosi ospiti sia importante in quanto dona a “Runes Of Power” un sapore più eclettico e fuori dai canoni, dato che – purtroppo – a livello musicale non mi sembra si sia fatto un grosso passo in avanti. Le canzoni non si assomigliano fra di loro (e questo è positivo, ovviamente) ma sembrano un po’ un “more of the same” di quelle ascoltate nei precedenti album. Questo ovviamente farà felici due categorie di ascoltatori: gli amanti dell’epic/power e i fan accaniti dei Numenor: quanto esposto comunica in maniera inequivocabile una coerenza non indifferente e una convinzione che comunque traspare dalle varie tracce. Personalmente parlando, comunque, non posso annoverarmi come un fan del genere (adoro i Blind Guardian ma loro musicalmente sono diversi, son partiti dallo speed per virare sul power/prog, mentre di epico hanno solo i testi ma non il sound), dunque avrei certamente apprezzato una maggiore audacia nell’esplorare nuove soluzioni musicali. Prendete dunque il mio voto con le pinze, non dimenticando che comunque “Runes Of Power” risulta essere un valido album, convincente e ben prodotto e arrangiato. Marko e i Numenor si sono sempre impegnati e la loro passione trasuda certamente da ogni nota.
Infine, speciale menzione per la copertina del disco: ogni album dei Numenor vanta una meravigliosa illustrazione fantasy (fatta rigorosamente a mano!) e anche il nuovo album ne perpetua la tradizione. Sembrerebbe un aspetto di poco conto, tuttavia anche l’occhio vuole la sua parte e inoltre in un’epoca in cui persino band di fama Mondiale e dai grossi budget si riducono a disegnarsi le copertine con le maledette IA, bisogna premiare chi decide di investire sui talenti i carne e ossa e di promuovere l’Arte con la A maiuscola.
Voto: 6/10
Francesco “Grewon” Sarcinella
















