All Is Beautiful… Because We’re Doomed segna il ritorno dei WE CAME AS ROMANS con un lavoro che ambisce a fondere l’estetica del metalcore moderno con una narrazione personale, dolorosa e riflessiva. Tredici tracce si susseguono con un filo conduttore concettuale che intreccia sofferenza, smarrimento, memoria e accettazione. Il risultato, tuttavia, risulta meno incisivo di quanto il concept prometta.
L’introduzione strumentale, All Is Beautiful, apre in maniera atmosferica, ma la sua funzione rimane limitata a semplice preludio. Bad Luck e Lake of Fire cercano di imprimere una spinta iniziale con riff serrati e una formula vocale ormai abusata, alternando scream e clean vocals, senza offrire spunti realmente distintivi. Red Smoke tenta una virata più cupa e rarefatta, mentre One by One si affida a strutture prevedibili e testi generici.
Con Culture Wound emerge una vena pseudo-sociale, ma il messaggio risulta appiattito da una scrittura poco ispirata. Il momento più emotivo si presenta con Where Did You Go?, power ballad costruita attorno alla perdita e al vuoto, che non riesce però a distaccarsi dalla retorica melodrammatica tipica del genere. No Rest for the Dreamer riporta energia, ma con schemi ripetitivi, mentre b2tm scivola via senza lasciare traccia significativa, nonostante le suggestioni elettroniche.
Circling a Dying Sun offre immagini poetiche, ma viene penalizzata da una produzione ridondante. Lo stesso accade per Knowing Pain, in cui la centralità del dolore viene affrontata con toni enfatici ma privi di reale profondità. So Lost (Burning Flowers) tenta un’estetica più eterea, senza tuttavia deviare dalla formula dominante. La chiusura affidata a Because We’re Doomed, pur volendo rappresentare un’epifania lirica, non riesce a conferire un reale peso emotivo al finale.
Il lavoro complessivo appare scolastico e ridondante, con arrangiamenti che replicano strutture abusate e un concept che fatica a trasformarsi in un’esperienza autenticamente coinvolgente. La band mostra volontà di crescita, ma si affida a soluzioni già percorse, rinunciando al rischio in favore della convenzione.
Voto: 2/10
Daniele Blandino















