La vena creativa sembra non abbandonare casa Alterium: ad appena un anno dall’uscita dell’eccellente debutto Of War And Flames, la formazione italiana torna in azione con un’anteprima del prossimo album, offerta sotto forma di un breve EP – o forse meglio dire “maxi singolo” – intitolato Stormrage.
Per chi non conoscesse gli Alterium (o anche per chi volesse un rapido ripasso), si tratta di una band nata dalle ceneri del progetto Kalidia, autore di un power metal sinfonico di ottima fattura. Il genere proposto dagli Alterium resta sostanzialmente lo stesso, ma con una maturazione evidente nel songwriting e una maggiore attenzione alla complessità degli arrangiamenti. Il tutto, però, senza perdere l’immediatezza e il ruvido impatto tipico del power metal di matrice scandinava. Nella loro musica, infatti, non troviamo le basi heavy del power degli esordi, bensì le epiche cavalcate in doppia cassa e le tastiere roboanti di impronta finlandese.
Questo Stormrage è disponibile sia in formato fisico che digitale e si compone ufficialmente di due tracce, che faranno parte dell’album di prossima uscita: “Stormrage” e “Sul”. La versione CD – che personalmente prediligo e spero venga sempre prodotta – contiene anche due bonus track che meritano un approfondimento a parte.
Il primo brano, “Stormrage”, prende il nome da un personaggio del videogioco World of Warcraft, universo di cui Nicoletta, cantante della band, è fan sfegatata da anni. Questo dettaglio strappa un sorriso sincero: già ai tempi dei Kalidia, i riferimenti all’universo Blizzard erano frequenti (basti pensare all’album The Frozen Throne), e la tradizione prosegue anche con gli Alterium – come dimostrato anche dalla traccia “Crossroads Inn” del debutto, ispirata all’omonimo videogioco.
Non conoscendo WoW personalmente (sono un giocatore di Final Fantasy XIV), non posso commentare nel dettaglio i riferimenti testuali, ma non posso che apprezzare la genuinità con cui Nicoletta celebra la sua anima “nerd” con entusiasmo e orgoglio. Musicalmente, “Stormrage” si inserisce perfettamente nel filone power/sinfonico, ricordando per atmosfera le recenti produzioni di Nightwish o Visions of Atlantis. A marcare una certa distanza da questi paragoni è soprattutto la voce di Nicoletta: niente acuti lirici, ma un’interpretazione intensa e muscolare, in alcuni momenti persino vicina al timbro contraltile di Sandra Nasic (Guano Apes).
Il secondo brano, “Sul”, adotta un’impostazione più spinta, vicina alle cavalcate power classiche: mi ha ricordato le ritmiche incalzanti dei primi Sonata Arctica, in particolare quelli di Silence e Winterheart’s Guild. In entrambe le tracce emergono qua e là venature progressive ben dosate, che ricordano i Kamelot: un retrogusto tecnico che non snatura l’identità power, ma che aggiunge profondità all’ascolto. La voce di Nicoletta si rivela ancora una volta elemento cardine: potente nei cori, convincente nei controcanti, e capace di unire gli elementi sonori con naturalezza. Qualche lieve incertezza nella pronuncia inglese è presente, ma non compromette il risultato complessivo.
Veniamo ora alle due bonus track presenti nella versione CD. La prima è una cover della struggente power ballad Paradise Lost dei Symphony X. Chi mi conosce sa quanto ami questa band – e Russell Allen in particolare – quindi capirete il mio stupore nell’ascoltare una versione suonata quasi identica all’originale, al punto da sospettare l’uso di basi pre-registrate. Invece, come confermato dalla band stessa, tutto è stato eseguito dal vivo e curato nei minimi dettagli. L’unico punto su cui avrei preferito una scelta diversa è il registro vocale scelto da Nicoletta: molto basso, forse troppo per rendere pienamente giustizia al pathos del brano. Una maggiore presenza di controcanti avrebbe certamente arricchito l’arrangiamento, ma si tratta comunque di una scelta stilistica e non di una mancanza.
Chiude il disco una versione orchestrale della title track del primo album, Of War And Flames: un omaggio ben riuscito per i fan più affezionati, che valorizza l’aspetto epico della canzone con un nuovo mixaggio e un arrangiamento ancora più cinematico.
Conclusione:
Stormrage non è un lavoro che si presta facilmente alla valutazione numerica, essendo un antipasto del futuro album e contenendo nella sua versione base solo due brani. Tuttavia, è un assaggio più che interessante, che conferma la crescita artistica della band e lascia ben sperare per il prossimo full-length. Non vedo l’ora di ascoltarlo.
Voto: S. V.
Francesco “Grewon” Sarcinella















