Chris Impellitteri è un chitarrista solista, supervirtuoso e fa parte della seconda fascia dei famosi shredder insieme a Greg Howe, Tony Macalpine, Jason Becker, Joey Tafolla, il grande Jhon Sykes scomparso in queste ore e via dicendo : bravissimi ma considerati un passo indietro rispetto a veri fenomeni come Satriani, Wylde, Vai e pochi altri.
Sono di seconda fascia, ma hanno personalità e tecnica da vendere e Impellitteri, rispetto a altri, ha la caratteristica di mettere a servizio la sua perizia e velocità a brani strutturati, con un cantante di classe come Bob Rock e un batterista top come Paul Bostaph, ma anche un bassista che nel disco dimostra la sua grande capacità come James Pulli, che è un fedele del chitarrista dalle chiare origini italiane.
Insomma, una vera “War Machine” che è anche il titolo del nuovo disco, l’ennesimo di una lunga serie. Impellitteri fa capire che la nuova e vera sfida è aggiungere emozione alla tecnica che i solchi sprigionano. Direi che la band riesce a centrare questo obiettivo, visto che si tratta di un diluvio di note eseguite a velocità supersonica, ma in un contesto di grande passione e voglia di suonare.
Volendo definire il genere, si tratta di un hard-speed metal, ma ci avviciniamo anche alle ultime uscite di Judas Priest, una produzione dove i riff sono serrati, le trame arricchite dai vari contrappunti che la chitarra di Chris Impellitteri ricama con una ridondanza stupefacente.
A chi non piacciono questi barocchismi dalla forte connotazione neo-classica, tutto questo potrebbe apparire eccessivo e inutile, mentre chi ama il virtuosismo delle sei corde metal, si tratta di un elemento che arricchisce la proposta musicale del gruppo.
Appartenendo alla seconda schiera, ho apprezzato fino da subito la potenza e l’incalzare dei brani di “War Machine”, superiore ad esempio al non recentissimo “Venom” per dinamicità e lo si scopre subito con la titletrack, un concentrato di potenza sonora e ricami chitarristici di un grande Impellitteri. “Out of mind (Heavy Metal)” mette in evidenza un riff veramente potente e aggressivo per un brano che è un po’ un manifesto metallico anche nei testi, con il quale celebra l’amore per l’heavy metal. Anche qui, come nella maggior parte dei brani del disco , ci sono continui assoli e linee chitarristiche di assoluto livello, per un flusso continuo di note incandescenti.
“Superkingdom” richiama le prime opere di Impellitteri, come “Stand in Line” dell’88 dove il gruppo sembrava una copia di Alcatrazz con Malmsteen alla sei corde e proponeva un hard rock molto energico. Qui viene fuori l’eccezionale lavoro al basso di Pulli, funambolico a sua volta e in totale evidenza in questo brano. Si rialza la velocità con “Wrathchild”, mentre “What lies beneath” è ancora di derivazione alcatrazziana, con momenti meno tirati, che si contrappongono a un riff hard anni 80 e una voce, quella di Bob Rock, che rafforza questa sensazione.
Le dita di Chris scorrono sui tasti e producono suoni ricercati, trame molto tirate e ultraveloci. “Hell on Earth” è il brano scelto per il video-singolo, brano piuttosto veloce, con un ritornello di facile recepimento. Altro riff turbo caratterizza “Power Grab” dove si ha la sensazione di ascoltare i Judas Priest, anche per la voce tirata di Rob Halford che si può confondere con quella di Rob Halford e ci fa anche capire che Impellitteri farebbe benissimo anche in quel combo e suonando altro materiale.
Non c’è un attimo di tregua e la batteria di Bostaph scandisce “Beware the Hunter”, ma anche “Light it up” che è brano meno aggressivo degli altri, con cori da arena rock, trascinante al punto giusto. Il rock energico è proprio di “Gone Insane”, dove ci sono anche meno svisate e che sembra appartenere a un altro compositore, anche se nel finale un assolo duplice di chitarra e basso, che giocano fra loro, ripristina lo status quo. Il disco si conclude con una arrembante “Just another day” che conclude nel migliore dei modi “War Machine”, che conferma la grande qualità di Impellitteri come progetto e dei suoi singoli interpreti.
Voto: 8/10
Massimiliano Paluzzi















